"Scusa ma cosa me ne frega a me di aver pubblicato un libro se Skellington manco mi risponde agli sms ?"

-> Current Mood:
-_______-

-> Currently listening to: Nuovi orizzonti artificiali

-> Currently reading:Dai un' occhiata alla mia pagina suAnobii

-> Currently eating:A lot of shit
 

 

         

 

 

La sottoscritta

"Credevate che la tragedia fosse morta, eh ? Invece è ancora viva e vegeta. Mangia, dorme, ride, strepita e cammina. A fatica, ma cammina".

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venerdì, dicembre 28, 2007, 11:37

( Post del 22/12/2007  versione egocentrica )

"È perché siamo intrappolati nella nostra cultura, nel fatto che siamo esseri umani su questo pianeta con i cervelli che abbiamo, e due braccia e due gambe come tutti. Siamo così intrappolati che qualsiasi via d'uscita riusciamo a immaginare è solo un'altra parte della trappola. Qualsiasi cosa vogliamo, siamo ammaestrati a volerla "
. Da Invisible monsters, Chuck Palahniuk.

I lettori amano Chuck perchè lo trovano estremo, a me invece piace perchè mi suona quotidiano e familiare. Fa rientrare dalla finestra quello che il clima postmoderno sbatte fuori dalla porta: la costrizione, la malattia, il dolore fisico. Ce la spiegato pure un professore durante l' ultima lezione del corso. Quello che non ha chiarito è cosa accade se sei tu stesso che devi fare i conti con quella costrizione, con quella malattia, con quel dolore. Poi si è messo a parlare della letteratura, del cinema e delle migliori serie tv come soglia liminale per la negoziazione del dolore. Mentre prendevo appunti annuivo e non credo che i miei compagni abbiano compreso le ragioni del mio entusiasmo. Beh, le capiranno mettendo gli occhi su questo post.
A Chuck gli avrei spaccato la testa, amici.
Per quanto la storia fosse potente e colpi di scena in equilibrio sul filo che corre tra il ridicolo e geneniale.  Ma la storia di staddeficiente che decide di spararsi in faccia per deturparsi e cercare di costruire un rapporto autentico con le cose inizialmente mi ha fatto girare i koglioni ( sì amici proprio con la k ).
Shannon McFarland incarna il prototipo della donna postmoderna, la donna dalle mille potenzialità e di nessuna volontà che percepisce al 100% il vuoto che ha dentro e per riempirlo tenta una strada estrema. Salvo poi accorgersi che non era così divertente come pensava. Mi è spiaciuto che fosse viva solo nella carta. Altrimenti l' avrei presa a ceffoni e scaricato su di lei tutta la rabbia che non è giusto scaricare addosso agli altri come mi si ripete di continuo. Nel frattempo su di me si accumulano chili di stress: il mio paragone non vuole essere blasfemo, solo pregnante, sia chiaro. La Madonna addolorata piange lacrime di sangue. Gloria tormentata  perde gocce di latte dal seno sinistro. Me ne sono accorta una decina di giorni fa sotto la doccia.
" Merda! " ho pensato " Ci mancava solo il cancro al seno. Ironia della sorte visto che Skellington non ha mai nemmeno pensato di infilarmi le mani sotto la maglietta. Ma a qualcosa i miei seni dovevano servire. E a cosa se non a un tumore ? ". Marilù ha telefonato a sua madre, che grazie a Dio è ginecologa. Ha diagnosticato un' infezuione oppure un' alterazione degli ormoni provocata dallo stress. Stamattina l' ecografia del mio medico ha confermato la seconda ipotesi. Palahniuk  in Invisible monster parla delle tre sorelle Rhea: Die Rhea, Pie Rhea, Gon Rhea. Si è dimenticato di citare la quarta Galato Rhea che è venuta a trovare me.

Ripostato lo scritto, una volta espunti riferimenti ad altri, prendo atto che il nervosismo e l' angoscia che ho tenuto sottocontrollo più o meno efficacemente negli ultimi sei mesi stanno prendendo il sopravvendo. E non voglio coivolgere nessuno in questo. Scrivere sta diventando un' attività troppo faticosa,e a volte mi succede di tradurre in parole che suonano rancorose lo smarrimento che provo.
E' bene che chiuda il blog, almeno per un po'. Ma prima, amici ed e- lettori, aspettatevi un ultimo, mirabolante post.

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lunedì, dicembre 24, 2007, 10:29

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sabato, novembre 24, 2007, 11:22

Ansia news.

" Parliamo di activity a proposito di quella routine frenetica, incessante in cui ci si immerge senza pensare troppo " Un docente durante la sua lezione.

Insieme ai compagni di corso da bravi aspiranti creativi abbiamo deciso di cimentarci come filmaker e di girare qualcosa. Il soggetto provvisorio sono gli affitti da cui probabilmente prenderemo spunto per comporre un collage visivo  sulla vita a Milano. Bisogna pur cominciare da qualche parte, no ?
Siamo pure alle prese con lo studio del diritto del copyright, in modo più o meno frenetico a seconda dei soggetti. Tendenzialmente prendo appunti con una pignoleria degna di Hermione Granger. D' altronde la vita degli studenti di comunicazione è una giungla di competizione e in qualche modo bisogna cercare di emergere, altrimenti, almeno nel mio caso, mi aspetta un triste ritorno nel far west bresciano.
Sto leggendo " Chi ha ucciso i Talk Talk ? " di Saverio Fattori dopo averne letto una recensione a dir poco entusiastica.
L' inizio della lettura ha sortito esiti inquietanti: vi è mai successo di imbattervi in un autore che scrive esattamente con il vostro stesso stile ?
Ecco, Fattori ha un modo di scrivere speculare al mio, quindi leggo animata dalla curiosa impressione di vedere la mia scrittura riflessa in uno specchio da cui cogliere pregi e difetti.
Da un lato è confortante vedere come Fattori sia aprezzato, dall' altro mi sembra che alcuni passaggi siano un po' azzardati. Dovrebbe, anzi dovremmo, saldare meglio le citazioni alla struttura narrativa e senza farle perdere l' immediatezza renderla un po' meno impetuosa.
Saverio Fattori, ha quarantun anni. A entrambi resta ancora un po' di tempo. Tutto sta nel vedere se troverò qualcosa da dire e la voglia di dirlo. Nelle ultime due settimane sono accadute, anzi è accaduta, una cosa non bella, dalla quale devo prendere le distanze almeno per un po'. Scoppierei a piangere se iniziassi a scriverla .
Per ora ben vengano gli aperitivi, le lezioni che si succedono una dietro l' altra, i curriculum inviati e i soggetti cinematografici. Prima o poi farete la conoscenza di Marta Ivers e di una telefonata con effetti devastanti. Intanto amici, parliamo di shopping .

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mercoledì, novembre 07, 2007, 15:15

Sono sempre i migliori che se ne vanno.

"Mi sento come le foglie su un albero in autunno... ma tira un forte vento" Enzo Biagi, prima di morire a un' infermiera.Requiescat.

Soundtrack: Hello Vietnam, Full metal jacket ost.

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sabato, ottobre 13, 2007, 14:51

Twitter mode

" Vedo gente... Faccio cose... ".
( Nanni Moretti )

Devo ammettere che sì, tornare a Milano mi è stato d' aiuto. Sono riprese le lezioni e ho un sacco di cose da fare. Per dimostrarlo ecco lo svolgimento  della settimana:

- Lunedì : Ricongiungimento con i compagni di corso e ripresa delle lezioni.
- Martedì: Seminario sulla colonna sonora. Proseguo la lettura di Le benevole di Littel malgrado richieda una competenza storica un po' più elevata della mia.Tuttavia in quelle pagine trovo alcune riflessioni sul male tra le più lucide e rigorose che abbia mai letto. Mi ripropongo di ripassare la II guerra mondiale.
- Mercoledì : D' accordo con la mia amica Vavi, la accompagno a trovare suo fratello musicista allo studio di registrazione dove sta incidendo il suo primo album con il gruppo. Mi innamoro all' instante delle Officine meccaniche e prendo contatti per propormi come stagista. Mi presentano il cantante degli Estra che riconosco al volo ( in fondo resto sempre un' indie girl), e pure quello dei Negramaro, che invece non riconosco affatto, malgrado abbia passato l' estate ascoltando ininterrottamente la loro Cade la pioggia, prima, durante e dopo gli attacchi di mal d' amore perchè ,cari miei, anche con il cuore spezzato non si vive di solo Tiziano Ferro.
La sera litigo con il Diavolo a causa della mia attuale sfiducia nei rapporti umani e nella mia capacità di relazionarmi agli altri.
- Giovedì : Lascio un messaggio sulla segreteria del Demonio e ci riappacifichiamo. Senso di fragilità. Lezioni. Cena con l' elitè dei miei compagni di corso a casa di Sodderoma. Contravvenendo alle regole della cartomanzia leggo i tarocchi un po' alticcia. Nessuno comunque se ne lamenta. Dormo da Vavi.
-Venerdì : Mi sveglio con la gola riarsa e a colazione mi attacco alla bottiglia dell' acqua esaurendo le scorte idriche della mia ospite. All' uscita della lezione perdo di vista i miei compagni di corso e nelle due ore successive vago inutilmente alla loro ricerca in compagnia di Marilù. Ne approfittiamo per aggiornarci reciprocamente, anche se non mancano momenti ti tensione analoghi a quello che avuto con Max.
Dopo quasi 24 ore di assenza finalmente rientro in convitto, ma prima di gettarmi sotto la doccia vengo colta da un' ondata di sconforto. Piango, è come se Skellington avesse vampirizzato la capacità di fidarmi delle persone che amo. Ripresami, dopo la doccia leggo " Fun home " di Alison Bechdel. Ne aprezzo lo stile insieme intimista e colto, identificandomi  con il racconto dei suoi disturbi ossessivo - compulsivi.
Timorosa della solitudine chiedo asilo politico e dormo in camera di Aga.

Tornare, dicevo, mi ha procurato un grande sollievo. Mi sono anche accorta però di essere più indietro di quanto credessi nel superamento della questione Skellington. Sono serena, ma senza l' entusiasmo che avevo un anno fa. E questo mi irrita e talvolta mi induce all' agressività verso gli altri.
Incrocio le dita e prego che questa opacità di fondo sia solo questione di tempo.


" Una corda troppo tesa si spezza. Allentata non produce alcun suono ".
(Precetto buddhista ).


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sabato, ottobre 06, 2007, 14:38

" La sai una cosa ? Quando due ometti, poco prima di sparire definitivamente, ti blandiscono entrambi  l' identico: - Io mi immagino continuamente che quando sarai una vera scrittrice verrò di nascosto alla presentazione dei tuoi libri - ti viene voglia di buttare le aspirazioni nel cesso, solo per fargli un dispetto. O almeno di aggiustare il tiro: scrivere sceneggiature di film porno ".

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giovedì, ottobre 04, 2007, 14:09

" Mamma, come regalo di laurea  vorrei tanto un Lori arcobaleno australiano "
" E che cos' è ? Un televisore ? "
" No mamma. Indaga... "

I membri della mia famiglia sono affetti da svariate vorme di allergia : agli acari, ai cani, ai gatti e forse anche alla bava delle lumache. Un pappagallo mi sembra un' ottima soluzione di compromesso.
Anche se alle penne io preferirei un morbido cucciolotto a quattro zampe.
Skellington questo lo sapeva bene.
Il giorno dopo essere venuto a casa mia quale strabiliante prodigio affabulatorio ti tira fuori ?
" Sai ? Penso che l' unica persona con la quale penso potrei andare a vivere... ".
" Ma se fino a ieri sostenevi che sarebbe stato catastrofico. No, guarda, stai tranquillo e non mettere mai in dubbio la mia amicizia e il mio affetto. Quando troverai una tipa di cui ti innamorerai veramente vedrai che il bisogno di lei sarà più forte dei tuoi dubbi. E ti renderà capace di gesti che avevi visto solo nei film ".
" Gloria, e se fossi tu ? ".
Non commenterò questa frase. Mi limiterò a dire che è stato uno dei momenti più belli della mia vita.  Nemmeno allora dissi nulla. Non me ne ha dato il tempo.
" Dai ci prendiamo un gatto. E pure un coniglietto nano ".
" E perchè non un cane ? ".
" Glò ! Adesso non esagerare... ".
Per un attimo mi sono vista lavorare al romanzo del millennio con un micione accoccolato sulle gambe mentre poco distante Skellington si guarda il dvd di " 2046 ".
Non era una visione idilliaca, hollywoodiana. Era concreta, quotidiana ma a suo modo molto dolce.
Poi le cose sono andate come sapete.
Però continuo a sognare un gattone sulle mie gambe. O almeno un simpatico pennuto a cui poter insegnare l' esclamazione : " Puttana la rana !" che accolga così i visitatori di casa mia. Tutti, tranne la mia amica Pahola: " Come ti permetti, ammasso di piume in technicolor ? "
Lei a una bestiola del genere gli tirerebbe il collo. E commestibile o no lo farebbe saltare in padella.
Al massimo per la specialistica mi regaleranno una coppia di esemplari dell' insetto stecco.

Soudtrack: L' animale, Franco Battiato.

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mercoledì, ottobre 03, 2007, 15:59

Per la cronaca, i sogni di stanotte si sono dimostrati abbastanza ordinari. Smanettavo sulla mia pagina Anobii per cercare di capire come rendere cliccabili i link nei commenti. Che vita onirica hi- tech, eh ?

Quanto al resto prosegue la lettura di " Quando Teresa si arrabbiò con Dio ", del già citato Jodo, che come stile è un curioso ibrido tra Cent' anni di solitudine e l' Alchimista, anche se di quest' ultimo, grazie a Dio, non ha la pesantezza prescrittriva, perchè si tratta sopratutto di una biografia familiare. Per i tarologi come me si rivela interessante perchè permette di penetrare meglio la concezione che Jodorowsky ha degli arcani.
E' un fenomeno curioso come i libri, anche quelli che non sono capolavori a volte ci parlino.
Ricordo che l' Innominabile spesso mi raccontava di come l' Alchimista gli avesse cambiato la vita. Era così assorto nella lettura che si era addirittura dimenticato di scendere alla sua fermata del treno. E avendo preso coraggio, all' insaputa della madre ( che quando lo scoprì lo riempì di schiaffi ) decise di cambiare scuola.
Ad aprire gli occhi al Demonio invece è stato Kundera.
Com' è noto alla qui digitante invece la vita l' ha non cambiata, ma addirittura salvata uno dei tre racconti di Ecstasy ( Quale ? Provate a indovinare. Secondo me la risposta è ovvia ma Skellington, per esempio ha sbagliato ).I romanzi, i libri, i racconti sono dotati di un loro proprio carattere, come le persone e proprio come non si può essere simpatici a chiunque, anche loro non possono essere simpatici a tutti, malgrado la qualità incontestabile di alcune opere.
Una volta ero molto più elitaria, di quello snobbismo underground proprio di quegli adolescenti che si autoproclamano alternativi. Adesso sono molto più moderata. Si vede che sto invecchiando.
Anche le kappa così presenti fino a poco tempo fa stanno scomparendo piano piano. Anche se il loro utilizzo era abbastanza programmatico: mi sembrava conferissero una certa durezza tagliente alle parole.
Poi mi sono innamorata di Skellington e la durezza tagliente era l' ultima cosa che volevo permeasse le mail che gli scrivevo. Quindi addio k. E anche ora che l' amore è passato non credo torneranno più.
Skazzi e kazzi a parte, ovviamente.
Ah, oggi finalmente è arrivato il contratto dell' opera prima. Mi spetta il 5% su ogni copia venduta, cosa che mi riempie di imbarazzo se penso a tutti i capolavori chiusi nel cassetto che esistono al mondo.

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venerdì, settembre 28, 2007, 23:17

(Di) struggimento I

...Tuttavia ci sono dei ricordi che vorrei permanessero, in un modo o nell' altro.

Come  quando il giorno dopo la tua laurea mi hai telefonato sul cellulare e mi hai chiesto : " Posso entrare ? "  ed eri già lì fuori dalla porta di casa.
Allora io ti ho fatto accomodare, anzi no, ho indicato una sedia e ti ho ingiunto di sederti.
E tu ne ne esci con quel : " Non sono qui per procrastinare l' addio ". E io davvero non saprei dire se mi sono  emozionata di più più per il significato delle tue parole  oppure perchè avevi usato il verbo procastinare.  Da te proprio non me l' aspettavo: procrastinare. Mi hanno assalita addirittura i dubbi sul significato del verbo.
Poi ti ho guardato,  tutto  così compito e compreso nel ruolo di quello che ha deciso di buttarsi che mi hai fatto tenerezza. " Perchè no, vedi, non si tratta solo di amicizia ".
Avevo addosso quel pigiama di pile rosa, logoro ed ero tutta spettinata, perchè ero a letto quando mi avevi chiamata. Marilù la definì  - la tenuta antistupro - . Quando gliel' ho raccontato me l' ha rimprovarato per giorni. " E almeno un paio di jeans e una maglietta te li potevi infilare, per quel povero ragazzo... ".
Ma, quando hai suonato io stavo appunto per addormentarmi. Niente nanna la notte precedente, l' avevo passata tutta a piangere sulla spalla di un amico che per distrarmi mi ha tracciato una cronologia della mistica sufi: nel suo letto, alle quattro di notte, per farmi pensare a qualcos' altro che non fossi tu. Perchè avevo stabilito che dopo la tua laurea sarei sparita completamente dalla tua vita, almeno per un po'. Per salvaguardarmi. Perchè se davvero, come intuivo ( ne avrei avuto la conferma in seguito ) il problema era la mia malattia, inutile insistere: non si poteva risolvere, era un dato da accettare, prendere o lasciare. Tu però il giorno dopo sei venuto a cercarmi.
Ti ho guardato negli occhi a lungo. Me lo domando ancora, innamorata com' ero dove ho trovato la forza di chiederti : " Sei sicuro di quello che stai dicendo ? Perchè se si tratta di amicizia quella ce l' avrai sempre, non preoccuparti. Ma non importi niente che non senti... ".
Forse sta in tutti i libri che ho letto. L' abnegazione di un' eroina da romanzo.
E tu mi hai fatto segno di no.
Perchè non l' ho baciato, allora ?
Avrei chiarito subito le mie perplessità. Ma sembrava così sorpreso dalla propria scelta che mi sembrava di violentarlo, anche se si trattattava solo di uno stupido bacio.
Ma non è per questo che sto scrivendo. E' per cercare di rievocare la scarica elettrica che mi ha attraversata in quei momenti lì e che già sta sfumando nella mia memoria. In quel momento mi è sembrato che l' amore  esistesse anche per me. Quell' entità fantomatica che mi garantivano  un giorno avrei trovato pure io, ma a me restava il dubbio. E questo sentimento non era niente di grande o perfetto, anzi era una piantina piccola e minuscola. Tu dicevi che non avevi intenzione di sradicarla. Volevi farla crescere con me. E non era la realizzazzione di un sogno quella che mi accellerava i battiti, era la possibilità di lottare per noi nella concretezza di ogni singolo giorno.

Da tenere a mente è sopratutto la luce morbidissima che entrava dalla finestra della cucina che trasfiguarva il sorriso di Skellington e lo rendeva luminoso come una galassia tutta di soli.

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mercoledì, settembre 26, 2007, 15:55

Nostalgia (Eh sì... succede che sia irreprimibile).

Kundera in tutto questo individuerebbe un' intossicazione da lirismo ma, sinceramente, chissene.

Ti ricordi ?



"Queste erano le nostre mani. 3 metri sopra la strammerda.
Poi, disgraziatamente ci si cadde entrambi. Ahimè".

 Soundtrack: Cin cin! ( Baustelle )
Alla nostra grazia
Nello scrivere
Versi senza forza
Al non vivere
Al nostro “per sempre”
E ai nostri “mai”
Alle dipendenze
Allo stile che ci rende
Noi
Io e te
Un futuro non c’è
Ma vedrai
Ci sarà
Cambierà
Parleremo anche noi
Io e te
Del futuro che c’è
Nelle mani che hai
Nel coraggio che ancora non ho
Se mi concentro
Il Brasile
Lo invento
Alle sigarette
Alla vaniglia
Alla meraviglia
Della solita vita maledetta
Che ti porterà
A Rio de Janeiro
Brindo ma credo soltanto a noi
Io e te
Un futuro non c’è
Ma vedrai
Ci sarà
Cambierà
Rideremo anche noi
Io e te
Del futuro che c’è
In questi occhi che hai
Nel coraggio che ancora non ho
Ma sento dentro
Che un amore
Lo invento


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lunedì, settembre 24, 2007, 14:01

 Ancora su Milan Kundera

" I perseguitati non erano in nulla migliori dei persecutori. Posso benissimo immaginarli con i ruoli invertiti. Tu, forse, vedrai in questo l' alibi di un uomo che vuole liberarsi della propria responsabilità e scaricarla sulle spalle del creatore, il quale ha fatto l' uomo così com' è. E forse è bene che tu la veda così. Perchè arrivare alla conclusione che non ci sono differenze tra il colpevole e la vittima significa perdere ogni speranza. E questo si chiama inferno, ragazza mia " ( Da Il Valzer degli addii, pp 87-88 ).

A un certo punto del libro si percepisce una brusca accellerazione di ritmo. Da quando compare la compressa azzurra E le digressioni, scompaiono, rallentano o semplicemente hanno perso importanza ai miei occhi.
La mediocrità dei personaggi diventa - per me - insostenibile, addirittura atroce. Mi verrebbe d' afferrarli per una spalla e scuoterli.
Forse sono davvero troppo dovstoievskjiana per apprezzare a pelle i romanzi di Kundera, anche se da aspirante scrivente ammiro tantissimo la leggerezza e il distacco con cui muove i fili dei proprio personaggi.
Il Demonio sostiene che non c' è niente di atroce, al lui lo definisce grottesco. E' un punto di vista comprensibile: la vicenda del medico l' ho trovata estremamente divertente. Ma le riflessioni di Olga in seguito alla morte dell' infermiera, la sua sincera e profonda convinzione di aver fatto trascorrere una notte stupenda al proprio amante mi ha costretta a masticare l' amaro per ore. Sì, è reale. E' così che funziona. Ci si illude continuamente di suscitare emozioni che invece  non si provocano , di essere migliori di quanto in realtà non si sia , di essere generosi quando non si ha che la fortuna di poterselo economicamente permettere. Ma questo duplicare la meschinità totale nella finzione di un romanzo la rende ai miei occhi davvero irritante. Perchè sulla letteratura si può agire ancora di meno che sulla vita. E leggere un capolavoro grottesco amplifica al cubo la propria impotenza.

Il Sipario invece lo trovo stupendo e interessantissimo già a livello epidermico. E' la lettura che ci vuole per ogni aspirante scrivente. Lo stavo leggendo, oggi, fuori dallo studio della fisiatra, mentre aspettavo la visita. In un quarto d' ora è riuscita a farmi sentire un corpo da rottamare, proprio adesso che stavo iniziando a riprendermi. Tendini in retrazione. Scoliosi in avanzamento. Spalla ipercontratta. Osso dell' anca in spostamento. Avrebbe evitato di enumerare gli aggravamenti fisici le sarei stata gratissima. Probabilmente ha ancora negli occhi l' immagine della bimba ostinata  che ero e che non voleva sottoporsi fisioterapia. E  ora evitarla è l' ultimo dei miei pensieri. Non è che farla sia il primo, intendiamoci, ma avete capito cosa intendo. Torno da Kundera. See you.

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domenica, settembre 23, 2007, 14:18

Fu così che,  animata da una sorta di timore reverenziale, mi accostai a Milan Kundera.

" Poichè Olga amava sdoppiarsi, anche in questo momento  quella che osservava mise a tacere quella che viveva: cosa importava di essere fatta o in un altro modo ? Perchè si tormentava a causa della sua immagine allo specchio ? " ( Da Il valzer degli addii, pag. 82).


Sto leggendo il Valzer degli Addii. Non uno dei soliti romanzetti pulp che leggo di solito. Ha uno stile rarefatto e delicato. Quieto. La vicenda è fragile come una ragnatela però la struttura è piena di rimandi interni. Uomini che non possono avere figli, ragazze che rimangono incinte,  un ginecologo che feconda le pazienti a loro insaputa e un suo caro amico che ritiene un male il dare il proprio contributo per la continuazione del genere umano. Infermiere carine e ragazze non belle. Vigilanti della rivoluzione comunista che considerano i cani un vezzo borghese e futuri profughi che mettono in salvo un boxer. Forse il rapporto dei singoli personaggi con i cani potrebbe essere un' efficace chiave di lettura del romanzo.  Ma più della trama  mi stanno interessando gli aneddoti e le riflessioni che ci mette dentro.  L' interpretazione della vicenda di Simeone stilita ha qualcosa di sorprendente.  Appena l' avrò finito mi metterò a leggere Il sipario. Così, al primo impatto Kundera mi sembra di preferirlo come saggista.
I suoi personaggi esprimono le emozioni in modo trattenuto, troppo delicato e rarefatto per le mie corde.
Però nella descrizione degli stati d' animo è precisissimo, impeccabile: davvero un maestro. Inizio a capire perchè il Diavolo me lo  ha consigliato. E adesso scappo perchè ho promesso alla mia guida intellettuale una compilation su cd. Non so se sono in grado di usare il programma per masterizzare. Tentar non nuoce. Vado

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lunedì, settembre 17, 2007, 15:39

La Provvidenza è quella manifestazione divina che ti costringe a letto il giorno prima dell' esame di psicologia sociale. Che dovrò comunque dare prima o poi. Meglio prima che poi considerando che in questa sessione non ho dato mezzo esame. Non riuscire a concentrarmi è per la sottoscritta un ' esperienza nuova. Apro un libro determinata a concludere qualcosa ma al minimo appiglio una parola come sentimenti, relazione, comprensione trascina i miei pensieri da Skellington.
Non ho mai letto un libro di Honorè Balzac o I fratelli Karamazov. Non ho ancora scritto niente che valga la pena di essere letto. E potrei ritrovarmi domani in un letto d' ospedale come è successo a Spider. Perchè non riesco a gettarti alle mie spalle ?
E' complicato trovare la giusta collocazione al dolore senza sminuirlo nè fare in modo che travolga ogni cosa.
Tra un' ondata di nostalgia e una di astio mi sono imbattuta in un bel racconto pubblicato online

"Tu mi chiedi se so che cos’è l’amore. A me mi sembra che l’amore è come quando ti spezzi una gamba. Prima la tenevi sana, poi -ttà!- un colpo che non sai da dove arriva e che mai avresti voluto, e la gamba è spezzata. E soffri, e ti fa male, e non c’è chi te l’aggiusta, e pure se te la curano, e ci vuole molto tempo, dove si è rotta ti rimane il debole. L’amore ti fa ridere e ti fa piangere quando sei solo, e menomale, che se ti vedesse qualcuno direbbe: ‘quello è scemo ‘, e invece è soltanto innamorato. L’amore ti fa fare progetti manco il meglio ingegnere, perché l’amore dà speranza, ti fa credere nel futuro ".

L' autore si chiama Giuse Alemanno e ha scritto un romanzo breve che si intitola Terra Nera.
All' epoca l' avevo apprezzato così tanto che avevo convinto Skellington a leggerlo. Skellington, che ci tengo a precisarlo, legge con la velocità e l' entusiasmo di un bradipo. Tuttavia non solo se l' era portato in vacanza, ma era anche riuscito a varcare il traguardo dell' ultima pagina, cosa insolita per lui.
Skellington. Sempre pronto a sbucare nei miei discorsi attraverso i percorsi più improbabili.
Oh,Skellington... [ Il nome è accompagnato da un sospiro della scrivente ].
Come volevasi dimostrare.

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sabato, settembre 08, 2007, 15:42

Mi ha mandato una mail Beerman, che ringrazio per la premura. Voleva accertarsi delle mie condizioni psicofisiche attività che in questo periodo richiede cautela. Dunque non sto nè bene nè male. Semplicemente dormo.Dormo dalla mattina alla sera e tutta la notte. Come un cucciolo di ghiro in letargo. Colla di Welsh non l' ho ancora finito. In compenso però ho letto una biografia di Saffo. Da: " Sono più verde dell' erba e mi sento sul punto di morire " a " lo sai che l' amore è una patologia ? " la faccenda da duemila e cinquecento anni a questa parte non è cambiata poi tanto.  Il mio personale contributo -che potete fare vostro e riutilizzare in caso di necessità - è il seguente :

" In te ho amato cose che non sapevi neanche di avere ".

Ora mi domando era lui che:

a) non le vedeva
b)Non voleva farle vedere a me

Oppure ero io ad essere in preda alle visioni ?

Studio quanto posso e mi sono data agli esperimenti sociologici provando l' ebbrezza (si fa per dire) del sesso online. Diventare una puttana virtuale non mi ha sollevata dai miei dubbi molto reali.  Prendo atto del mio errore, non volevo lasciare niente di intentato per sentirmi almeno un po' meno sbagliata.
Eh sì, il sabato pomeriggio si rivela sempre un brutto momento.

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venerdì, agosto 31, 2007, 14:51

Si cerca di reagire II

"....un po' come la storiella dei 2 tizi al bar uno dice all'altra " sto male, sono sfigato, la mia vita fa schifo, non ne azzecco una, ... " e l'altra tira fuori un biglietto da 50 euro e dice "li vuoi?" e lui "certo sono 50 euro!" lei li stropiccia , li sporca, li macchia e li rovina. poi gli richiede "li vuoi ancora?" "certo, sono comunque 50 euro".



Skellington, una volta mi raccontavi sempre questa storia. E aggiungevi : " Glò, tu non ne vali 50, ne vali 100. Anzi no, ne vali 500 di euro".
Poi mi sono innamorata. Ed è arrivata la svalutazione. Puntuale come i monsoni in India. Invece di investire, ragazzo, hai pianto miseria e dichiarato bancarotta: non prima di aver mandato in rovina me.
Con me ti sei comportato da Silvio Berlusconi dei sentimenti : un sorridente parolaio pinocchioso. Che  ha sbagliato a fare i suoi conti e non sa quello che si è perso. Tiè.
Soundtrack : What' s up ?, 4 not blondes

[ Il post che avete appena letto è tutta scena. Gloria la ragazza che ti piaceva perchè era una sveglia  medita di andare a dormire e  stare in letargo per i prossimi mille anni ].

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lunedì, agosto 27, 2007, 13:17

Ieri ho rivisto Skellington, con la complicità del Demonio. Lui non se l' aspettava.Il Diavolo gli ha dato appuntamento ai giardinetti dietro casa sua.
"... Sorpresa sorpresa !" gli faccio io. Il ragazzo non ha un bell' aspetto, decisamente no. Lo guardo e mi tornano in mente i resoconti di lui che mi hanno fatto negli ultimi mesi: " Sembra uno straccio ", " Si vede che sta male  ". Commenti che ho sempre freddato con un : " E io ? ".
Se prima era magrolino adesso è diventato scheletrico. Non ho avuto cuore di essere troppo brutale, anche se un paio di concetti quali : - Sei un koglione - venissero recepiti dal destinatario nel modo più chiaro possibile. Non ho pianto, e nemmeno mi sono trattenuta. Mi dispiace se sta male ma in fondo se l' è cercata molto più di me.
" Perchè tu  ti sei fissato e hai santificato la tua paura. E nient' altro. Io ti ho dato tutto l' amore che potevo e tu non hai visto nient' altro che quei * prima bestemmia della mia vita * del mio braccio e della mia gamba. E guarda che non sono una pirlanda, e ero spaventatissima pure io. Per me eri più importante di tutte le mie paranoie. Ma tu hai messo le tue pare sull' altarino e le hai santificate ". Hai sacrificato me.
Aveva una faccia che sembrava una vergine martire. Malgrado tutto, io ero tranquilla. Non mi aspettavo nessuna reazione da parte sua e nessuna reazione è stato quello che ho visto. Il solito immobilismo.  Speriamo trovi presto un bel faccino e  un corpo sano  che lo sblocchino.  Non è più un problema mio, anche se malgrado tutto mi ha fatto un po' pena.

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lunedì, agosto 20, 2007, 18:02


" I coccodrilli hanno iniziato a ruggire " [ Neil Gaiman ]
Sta per scoppiare un temporale.

Il primo amore non si scorda mai.
E il secondo sì ?
Specialmente quando ti ha offeso, deluso, preso in giro, illuso,mortificato, umiliato...
E quando ti accorgi che quello che amavi di lui stava nelle mail che scriveva *alle altre*. In quelle che ha scritto a te ci sono quintali di paranoie e frasi brutali spacciate per sincerità.
Sorridi. E' solo un altro amore andato male.

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domenica, agosto 19, 2007, 16:55


© Aya Takano

Come un leprotto te ne sei andato
E come a un leprotto  tenderò
un agguato
.

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sabato, agosto 18, 2007, 14:30




" La ressurrezione della carne ".
" Il risveglio dei sensi ".
" La resa dei conti ".

Osservate il gioco di sguardi...
Negli ultimi mesi mi sono dedicata allo studio dei tarocchi seguendo il metodo Jodorowsky, che ha molto più a che vedere con la teoria degli archetipi di Carl Joung di quanto possa averne, per dire, con sfere di cristallo, foulard in seta, cerchi d' oro alle orecchie, zingare, esoterismo, abracadabra e similia.
Potevo diventare un' alcolizzata, iniziare a drogarmi, tornare all' autolesionismo delle origini e invece mi sono imbattuta nel mazzo degli arcani che se non predice il futuro almeno mi ha dato una bella mano, insieme al Diavolo che me li ha fatti conoscere, a vederci un po' più chiaro in questo confuso presente.
Quando sei nei guai e non sai cosa fare, poco ma sicuro, chi ti circonda o si da alla macchia o ti riempie di la testa di chiacchiere. Pure Skellington ai tempi della fuga dell' Innominabile mi aveva riempito la testa di blablabla a cui non credeva nemmeno lui. E così, sparito il nostro eroe mi ritrovo a pensare che le parole siano sempre solo parole.
I tarocchi non dicono, loro " sono un linguaggio visivo ". I tarocchi mostrano il riflesso del consultante nelle carte che vengono estratte.
Che si tratti della grande truffa di Mr. Jodo? A cui va il merito di essere riuscito ad abbindolarmi. Diecimilavolte meglio specchiarmi lì dentro che essere lo specchio delle paranoie di Skellington, ecco.

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giovedì, agosto 16, 2007, 13:52

"Perchè mi hai colpita proprio dove avrebbe fatto più male ? Avessi almeno difeso qualcosa di bello e prezioso, non le tue paure e la parte peggiore di te... " [ Sms non inviato ].

Domani sarà un mese che non lo sento. Ce la stiamo mettendo tutta per concentrarci sulla dignità e il coraggio che noi abbiamo dimostrato invece di sottolineare la sua lampante mancanza di palle. Fa male lo stesso, comunque anche se uso il plurale majestatis per darmi un tono.
Cosa me ne faccio di tutta questa bella dignità, della sincerità, della purezza, dell' entusiasmo, del coraggio se poi chi amo si defila ? A un certo punto o hai i neuroni in crociera o qualche domandina te la fai.
Fine dello sfogo. Mi rimetto a studiare. Aloha.



"Non voglio essere una perdente!"
"Ma tu non sei una perdente! Come ti viene in mente questa idea?"
"Papà! Lui li odia i perdenti!"
"Ehi! Ma tu lo sai chi è un perdente?".."Un perdente è uno che ha tanta paura di non vincere che neanche ci prova!Tu invece ci provi no?"
"Si!"
( Dal film Little miss Sunshine).

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lunedì, agosto 13, 2007, 18:15

"Che ore sono ?"
"...Banane !"


Settembre si avvicina inesorabile e così tocca pure rimettersi a studiare. E' il turno di psicologia sociale. Si apprendono nozioni imprescindibili per un proficuo sviluppo intellettivo quali ad esempio che la frase di cui sopra non ha al cun senso agli occhi di voi rigidi e ottusi lettori ma ne avrebbe in un ipotetico universo in cui  le due di pomeriggio corrispondessero alle pesche, le tre alle mele, le quattro ai fichi, le cinque alle mele, le sei alle banane e così via interpretare correttamente gli enunciati di cui sopra.

Ho due coglioni che lo so solo io. Certo mettersi a studiare il linguaggio come forma privilegiata delle relazioni umane alle mie orecchie suona un po' come una maldestra presa per il culo. Parole, parole, parole...  Ho scoperto che un filosofo inglese, tal Paul Grice ha formulato le quattro regole auree della conversazione che prendono il nome della conversazione. A leggerle, la prima volta ho pensato: " Ah, l' acqua calda ". A rileggerle, e riflettendo su episodi realmente accaduti ci permettiamo di azzardare che certi concetti non sono mai ribaditi abbastanza. *

1) "Fornisci l' informazione necessaria nè di più di meno"
 
X: - C' è qualcuna che ti interessa ?-
Y: - Io con lei ci esco, ogni tanto e ci proverei pure, ma solo perchè ci ha provato con me... Poi torno a casa, ti telefono e penso che mi dai 10000 volte di più tu... -
           
2)"Sii sincero, fornisci informazione veritiera, secondo quanto sai"

Y: - No perchè io ci tengo veramente a te, non è solo questione di amicizia... -
(Sono mesi che X non ha più notizie di Y)

3) "Sii pertinente"

X: - E' un problema come sono fisicamente ? -
Y: - E' tanto bello parlare con te, X, lo sai ? -

4) "Sii chiaro"

Y: - Ho pensati che sarei riuscito ad affrontare i problemi ma quando lo pensato è stato un momento di confusione, ma poi ho fatto chiarezza e sono confuso, ma su altre cose -.
X: - Ah quindi quando mi hai detto che ti piacevo è stato un comprensibilissimo  momento  di confusione?-
Y: - Lo sai che che con confusione non intendevo dire confusione... -.


*Qualsiasi riferimento a persone esistenti o conversazioni realmente avvenute è da considerarsi puramente epatico. Anche il fegato -che si rode- vuole la sua parte.

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domenica, agosto 05, 2007, 17:21

Stamattina c' era una luce meravigliosa. Mi ha fatto venire voglia di telefonare a Skellington.
" Ciao, hai voglia di andare un po' in giro per scattare qualche foto ? ". Poi ho lasciato perdere. Non era una scusa, comunque. Sarebbe stata una giornata ideale per fare fotografie.
Venerdì sera ho scoperto che i miei progetti matrimoniali a senso unico sono andati a monte.
Ma no, non con  Skellington. Tuttobene, il mio collega emiplegico, che un tempo ci provava con me. Non importa se è un bacchettone fascista. Almeno " lui non mi avrebbe mai rinfacciato che il mio corpo è un problema ", come ho comunicato ai miei sabato durante il pranzo.
Mia mamma è sobbalzata : " Come ? Chi te lo ha detto ? E quando ? "
" Nessuno mamma, dicevo per dire. E' uno di Milano che non conosci ".
Mio papà ha dimostrato il solito rassicurante cinismo : " Ah, davvero credi che ci sia qualcuno per cui non lo sia ? ".
Siccome non avevo voglia di imbarcarmi in una tirata sull' etica, sul fatto che è inutile dichiarare di avere un problema se poi non fa una minchia di niente per superarlo ho riportato la conversazione su Tuttobene.
" Ha deciso di farsi prete ".
Ho notato che mia mamma mi osservava. Non posso dirle che è stato Skellington a dirmi che per lui sarei " troppo impegnativa". Gli vuole bene. Le prenderebbe un colpo.
" Perchè fai quella faccia ? " ha commentato maman con l' aria sorniona di chi ha capito tutto. " Non è che in fondo, in fondo Tuttobene ti piaceva almeno un po' ? "

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venerdì, luglio 27, 2007, 15:34

Oggi si gronda cinismo e si sputa sarcasmo.
Si smentisce il post di ieri e ci si toglie qualche sassolino...

Al telefono
Skellington: -Sai,mi sono accorto che come sei fisicamente è un problema e che una relazione con te è una cosa che non saprei gestire... -.
Io: - Ah -
Skellington: - ... - Tace ( probabilmente si aspetta che lo ringrazi per la sincerità). Poi aggiunge : - E' bellissimo parlare con te. Ma non saprei come gestire una relazione - .
Io: - Capisco. Se è quello che senti hai fatto bene a dirmelo -.

Indietro non si torna. Ma se si tornasse indietro ecco a voi cosa direi

Skellington : -Sai, mi sono accorto che come sei fisicamente è un problema -.
Io [ ridendo istericamente ] : - Maddavvero ? Tesoro, lo sai che ti dico ? Per me è divertente. Che dico divertente ? Esilarante.E' fantastico chiedere alla prima persona che incontro in corridoio di allacciarmi le scarpe, o di tagliarmi la carne nel piatto se siamo a tavola. Un insostituibile momento di socialità. Vogliamo parlare di me e di te ? Di quando vorrei gettarti le braccia al collo e devo accontentarmi di stringerti con una mano sola, quando le altre ragazze ne usavano due ? Di quando devo chiederti di appoggiarmi al tuo braccio per fare le scale invece di camminare mano nella mano ? Ma cosa vai blaterando ? Per me come sono fisicamente non è un problema. Stronzo-.

Non è un problema. Era una difficoltà che l' ammirevole sincerità di cui hai dato prova ha trasformato in un incubo a occhi aperti.
«Glò, è un suo problema se non ce la fa ad accettare come sei fisicamente. Non colpevolizzarti»
Ah, perchè c' è qualcuno che ce la fa ?
«Crescerà ».
... Maturare. Ma dico io, siamo uomini o meloni ?
Potrei concudere con una bella rima, ma ci arriverete da soli.

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giovedì, luglio 26, 2007, 17:52


© Postsecret.blogspot.com

" Scusami. Ho strappato l' immagine che avevi di te stesso. Potrai mai perdonarmi ? ".
                             
Soundtrack: Pictures of you, The cure.

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mercoledì, luglio 25, 2007, 14:11

Sono tre settimane -dico tre settimane- che non finisco di un libro. Non succedeva dai tempi dell' asilo.
( " E tu vorresti fare la scrittrice ragazza mia ? Quando non riesci a smetterti di fissarti l' ombelico  perchè il tuo ometto si è dato alla fuga ? Non riesci a vedere nient' altro ? Guarda che Goethe mentre scriveva il giovane Werthe frequentava i bordelli di mezza Germania. Non riesci proprio a guardare al di là della tua insignificantissima vita ? Vergona!... E datti alla dattilografia!" ).
Solomon Gursky è stato qui giace abbandonato a pagina centoequalcosa.Ieri ho sotratto  alla Bruttacopia uno dei suoi manga per scoprire che a leggere le pagine al contrario mi si impallano gli occhi. Le giornate  si trascinano come è evidente nella vacuità assoluta inframmezzate da occasionali attacchi di nostalgia e da una colonna sonora straziante.


" Take me out tonight

Oh take me anywhere, I don't care

Just driving in your car

I never never want to go home

Because I haven't got one

I haven't got one ".


Morrisey dunque, in questa valle di lacrime  dove nessuno ci ama e ci protegge, è l' unico che ci capisce e ci conforta. E di questo noi gliene siamo infinitamente  grati.

Soundtrack : There is a light never goes out, The Smiths

 

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martedì, luglio 24, 2007, 16:27

Toglietemi tutto. Ma non mio il kazzo.

Sono tre settimane che non finisco un libro, e che non eche non esco, e che non parlo.
Non buttiamoci giù ( che si sfonda il pavimento ).
Comunque fade retro l' accusa di crogiolarmi nel dolore come sostiene qualcuno. Sto scrivendo un racconto a quattro mani ( " No, due mani. Una io e una te " ) con Beerman. Ieri ho letto una recensione che definisce il  ( malgrado l' abuso di kappa ) addirittura un esordio folgorante.
Le kappa adesso stanno scomparendo. Resistono in scurrilità e turpiloqui. Scrivere kazzo con la c non sarà mai la stessa cosa. D' altra parte si cresce. Si invecchia. Ci si rassegna ?

Tutte le volte che un qualche ometto sparisce, io mi imbatto nello sfogo di qualche mia collega quarantenne.
Avvertimento ? Presagio ? Premonizione ?
Stavolta è il turno di una certa Irene Marazzi che ha scritto una lettera per la rubrica  di posta che Mina tiene sull' ultima pagina di Vanity Fair.
Irene ( che nel caso finisse su questo blog, abbraccio e ringrazio )  ha scritto una replica a una lettera di un giovane padre, pubblicata qualche mese fa il quale si augurava che il proprio pargoletto disabile togliesse presto il disturbo e passasse a miglior vita.
Io mi sono imbattuta in quella lettera per puro caso. Quando sto a Milano ho l' occasione di sfogliare Vanity fair perchè la mia amica Marilù ne è un' assidua lettrice.Ovviamente la sottoscritta, altrimenti nota come missnobbismo intellettuale, non compra quel genere di riviste. Al massimo arriva a sfogliare Il venerdì. Vf io leggevo da Marilù aspettando che cominciasse il telefilm del venerdì sera.Per noi era l' evento televisivo della settimana . Io quel genitore l' ho odiato perchè mi ha rovinato la puntata di di Ugly Betty. Stronzo. Sniff.Il ragazzo che amo è appena sparito squittendo che il mio corpo per lui è un problema. Ci mancava solo il tuo sfogo patetico e appicicaticcio.
Fortunatamente la sopracitata Irene Marazzi gli ha risposto comme il faut facendo notare a papà Leonardo come " Non riesca a prendere in considerazione neppure per un attimo il dolore del suo bambino, che lo veda solo come l' oggetto del suo disagio. Siamo io e suo figlio a essere spastici, non lui meglio ricordarglielo ". Parole sante: esattamente quelle che ho detto a Marilù commentando l' articolo.
 Questa Irene ha esattamente il doppio dei miei anni. La sua lettera me l' ha mostrata per caso un' amica di mia madre. 'Sta povera donna proprio come me ha litigato per anni con i suoi ( " Ho contestato la mia famiglia " ), si è fatta il culo quadrato (" il mio caratteraccio mi ha consentito di frequentare un prestigioso liceo classico pubblico, di laurearmi con laude in giurisprudenza, di andare a vivere con i suoi ). Si è imposta sulla vita. Tuttavia qualche riga sotto si legge " Certo, neppure l' amore della mia famiglia mi ha evitato discriminazioni feroci nel mondo del lavoro, e peggio, l ' esclusione di una vita sentimentale normale, di un compagno...".
E' questo quello che mi aspetta?

" Posso dire una cosa ? "
" Spara "
" Ho un po' paura... "

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lunedì, luglio 23, 2007, 17:21

" Nella vita si soffre solo per amore. Il resto sono preoccupazioni ".
                                                                                                     Giorgio Gaber

Questa sacrosantissima verità l' ho letta ieri sull' inserto di Repubblica. Sono anni che vado sostenendo questa tesi. Nelle prossime settimane potrebbe diventare l' aforisma da tatuarsi sul culo.
... E se non ci credete metto su un lato della bilancia la mia cartella clinica, dal parto prematuro  in poi.  Sull' altro il mio  cuore, ahimè, spezzato. Indovinate da che parte pende la  bilancia ?
Certo detto da Gaber, il concetto assume tutta un' altra auctoritas. E soffriamo dunque, nell' attesa di qualche dolorosissssssssssima  seduta di fisioterapia che ci distragga un po' dal disamore e dal caldo che ci stanno sciogliendo.

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sabato, luglio 21, 2007, 15:41

"Ti prego taci e volgi gli occhi fin la.
E resta con me a guardare.
Preferisco così
e non mi chiedere.
a cosa penso è inutile
"
                                        Marlene kuntz

Alla fine, c' era da aspettarselo, l' ho chiamato. Mi ha risposto sua madre.
" Pronto. Posso parlare con Skellington ? "
" Un attimo, te lo passo".
" Ciao ".
"Ciao ".
"..."
"... ".
Siamo capaci di sostenere silenzi insospettabilmente lunghi, noi.
" Glò, io non so cosa dire".
" Nemmeno io. Ti va di ascoltare un po' di musica con me? ".
Ho messo su un brano strumentale, Caramelpop dei Verdena.
Cos' è che ci attrae verso gli altri ? Cosa ci allontana da loro ?
Fissavo le dita dei piedi, le rotule che sporgevano dalla vestaglia leggera. Non ho niente da comunicargli, nessun pensiero da trasmettergli oralmente. E neanche lui a me.
" Ho immaginato tantissime volte che saresti venuta sotto casa mia".
" Puoi giurarci che lo farò ".
Ignoro il quando, il come e pure il perchè di una cosa del genere ma è l' unico obiettivo che mi sono prefissata a breve termine. Non ho intenzione nè di piangere, nè di riprendermelo nè di insultarlo. Non lo toccherò e lui non toccherà me. Non mi fido delle sue mani. Non dirò una parola, io non credo a quello che dice, la sua fuga da cerbiatto pavido ha smentito sistematicamente le sue parole. Ha agito esattamente come l' Innominabile a suo tempo. Si sono dati reciprocamente del coglione, hanno convenuto che il mio corpo non era un problema insormontabile per poi sparire con impressionante simmetria.
Come due scoiattoli migratori.
L' Innominabile l' ho cercato ogni giorno per mesi. Gli ho inviato sms ogni giorno. Ho chiuso il blog. L' ho chiamato piangendo. Non l' ho più rivisto.
Alla scomparsa di Skellington non ho opposto resistenza. Sulle labbra mi è comparsa appena una smorfia di doloroso stupore.  Lo rivedrò.
E lui mi vedrà, almeno una volta: la prima e l' ultima.


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mercoledì, luglio 18, 2007, 16:34

Avete mai celebrato il funerale di una SIM card ?
A dire il vero nemmeno io. Quando me la sono ritrovata sul palmo mi sono diventati gli occhi lucidi. Per un attimo. E' stato al telefono che gli ho detto: "  Sparire è l' unico modo che ho per dimostrarti che ti amo ". Un raro momento di tenerezza nel sarcasmo imperante. E lui : " Mi lasci libero ? No, non voglio ti prego resta ".
E io sono rimasta. A quale prezzo ?
Ai tre euro al mese di una promozione telefonica. Fino a quando non se ne è andato lui. E intanto la mia vecchia SIM wind dorme il sonno dei giusti.
Mia sorella, quando l' ha vista, lì nel faldone di plastica ha subito avvicinato il becco. Le brillavano gli occhi alla donna - avvoltoio.
" Scusa, non è che posso prenderla io ? ". Appollaiata lì a fissare il mio cellulare non si trattiene.
Sono le piccole soddisfazioni che ci permettono di andare avanti e riempiono la vita : beato  chi se le può permettere.
" Fai un po' come ti pare. Guarda che è vuota... "
Avete mai recitato una preghiera per la SIM tolta dal cellulare ?

Signore, fa chè tutte le parole
che sono passate lì dentro
non siano state gettate al vento
ma che nel Paradiso delle Sim abbandonate
abbiano trovato la pace
Amen


No, non so se lo avete mai fatto. Ma di sicuro cinque euro per un nuovo numero di cellulare li avete spesi tutti.

Sountrack: Mandami un messaggio,Timoria.

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martedì, luglio 17, 2007, 19:27

Aprire i blog paralleli,di nascosto, è imbarazzante. Sembra di avere qualcosa da nascondere.  Che ho da nascondere? Che fingo di essere forte, anche se in realtà la rabbia, l' amarezza, la delusione verso Skellington non sono ancora passate. Piovono consigli e commenti sull' accaduto.

«Dimenticalo».
«Restate amici».
«Apprezza la sua sincerità».
«... E' un coglione».
«Non gli piacevi e basta, non abbastanza almeno».
«...E' immaturo e deve crescere».
«Affrontalo».
«Ognuno per la sua strada».
«Non era la persona per te».
«Non farne un dramma».
«Ti capisco. Per motivi diversi ma è successo anche a me».
«Distraiti».
«...Non so cosa dirti».

Si scappa per diecimila motivi : paura, non amore, non abbastanza amore...
Le ragioni altrui non consolano. Sapere che si fugge anche dagli altri non mi consola che Skellington è sparito "... Perchè tu Gloria, saresti troppo impegnativa ".
Non credo sia possibile dimenticare. Due anni fa quando è sparito l' Innominabile non ho scritto una riga per mesi perchè non volevo ricordi quando il dolore sarebbe passato. E perchè le parole non si erano rivelate un risarcimento sufficente per le mie braccia mute. Ma Skellington è stato un' altra storia, una non - storia diversa, che affronterò in modo diverso. Fatico molto a scrivere, come a fare qualsiasi cosa. Non ci saranno belle frasi che chi legge si trascriverà da qualche parte, al contrario. Ci saranno frasi stentate, ripetizioni, anacoluti e un' ortografia imbarazzante. Ma non soccombere si  sta rivelando più importante di saper scrivere. Se a qualcuno non piacciono le premesse vi ricordo che per uscire basta un click.

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