Vi siete mai fatti un giro lungo il percorso obbligato degli Autogrill ? Vicino alle casse si trovano un paio di scaffali che espongono libri di varia natura. Qualche mese fa mi trovavo ad osservarli insieme a mio padre.
" Ecco " esclama convinto " quando ti vedrò le copie di un tuo libro esposte qui vorrà dire che sarai diventata una vera scrittrice ". E addita convinto Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia.
Peccato che di fianco ci fosse una pila de Il mio nome è rosso di Oran Pamuk. Ora è probabile che mio padre ignori che a mister Pamuk è stato conferito il premio Nobel per la letteratura l' anno scorso. E questo non è un problema. Ignorare l' identità dei premi Nobel per la letteratura non pregiudica la possibilità di dimostrarsi ottime persone e di condurre una vita piena e soddisfacente.
Anzi, è addirittura più probabile che l' intossicazione da romanzi (o da cinema, o da fumetti) colpisca persone tendenzialmente insoddisfatte.
Tuttavia l' episodio banale di mio padre che, nella sua ingenuità, indica Moccia come esempio da seguire mi ha spinta ha prendere in considerazione una serie di riflessioni.
Premetto che Tre Metri sopra il cielo non l' ho mai letto, ho solo visto brandelli del film in tv, ma non è sul corpus mocciano che ho iniziato a interrogarmi. Piuttosto su che cosa renda un libro, un libro che meriti di essere letto: se tanta gente è rimasta avvinta da Tmsic ci dev' essere un motivo, sono sicura. La solidità della struttura narrativa ?
Complice le continue discussioni con il Demonio ho iniziato a chiedermi cosa fa di una narrazione un grande racconto.
La qualità intrinseca del testo ? L' innovazione rispetto alle opere precedenti ? La mole di lavoro che si sobbarca l' autore ? La campagna di marketing che accompagna la pubblicazione ?
Bisogna cimentarsi nella scrittura anche a costo di non dimostrarsi all' altezza ? Bisogna osare partorire una puttanata irripetibile ? O è meglio consacrarsi alla lettura dei classici ? Meglio Federico Moccia e emozionare l' orda dei propri lettori con un' opera mediocre oppure meglio chi è convinto di avere in testa l' opera che straccia mille Moccia ma che non ha il coraggio / il tempo o la voglia di mettersi a scrivere.
Nel mezzo di questo rigoglio teorico mi sono imbattuta in un libro di Antoine Compagnon, Il demone della teoria: letteratura e senso comune che promette di dare, se non esattamente risposte, almeno qualche suggerimento. Il topo rode le pagine e le pagine rodono noi...
" Parliamo di activity a proposito di quella routine frenetica, incessante in cui ci si immerge senza pensare troppo" Un docente durante la sua lezione.
Insieme ai compagni di corso da bravi aspiranti creativi abbiamo deciso di cimentarci come filmaker e di girare qualcosa. Il soggetto provvisorio sono gli affitti da cui probabilmente prenderemo spunto per comporre un collage visivo sulla vita a Milano. Bisogna pur cominciare da qualche parte, no ?
Siamo pure alle prese con lo studio del diritto del copyright, in modo più o meno frenetico a seconda dei soggetti. Tendenzialmente prendo appunti con una pignoleria degna di Hermione Granger. D' altronde la vita degli studenti di comunicazione è una giungla di competizione e in qualche modo bisogna cercare di emergere, altrimenti, almeno nel mio caso, mi aspetta un triste ritorno nel far west bresciano.
Sto leggendo " Chi ha ucciso i Talk Talk ? " di Saverio Fattori dopo averne letto unarecensione a dir poco entusiastica.
L' inizio della lettura ha sortito esiti inquietanti: vi è mai successo di imbattervi in un autore che scrive esattamente con il vostro stesso stile ?
Ecco, Fattori ha un modo di scrivere speculare al mio, quindi leggo animata dalla curiosa impressione di vedere la mia scrittura riflessa in uno specchio da cui cogliere pregi e difetti.
Da un lato è confortante vedere come Fattori sia aprezzato, dall' altro mi sembra che alcuni passaggi siano un po' azzardati. Dovrebbe, anzi dovremmo, saldare meglio le citazioni alla struttura narrativa e senza farle perdere l' immediatezza renderla un po' meno impetuosa.
Saverio Fattori, ha quarantun anni. A entrambi resta ancora un po' di tempo. Tutto sta nel vedere se troverò qualcosa da dire e la voglia di dirlo. Nelle ultime due settimane sono accadute, anzi è accaduta, una cosa non bella, dalla quale devo prendere le distanze almeno per un po'. Scoppierei a piangere se iniziassi a scriverla .
Per ora ben vengano gli aperitivi, le lezioni che si succedono una dietro l' altra, i curriculum inviati e i soggetti cinematografici. Prima o poi farete la conoscenza di Marta Ivers e di una telefonata con effetti devastanti. Intanto amici, parliamo di shopping .
Mastico e deglutisco. A pranzo con i miei, di lì a poco ne avrei avuta una bella grossa da inghiottire, insieme ai bocconi di carne. Mamma e papà, da veri genitori apprensivi non mancano mai di informarsi sullo stato dei miei compagni di corso, dei miei amici, reali e virtuali.
” Allora, la tua amica bionda, come sta ? “.
”… E quella alta, mora ? “
” Quel ragazzo con cui passavi le ore a chattare, lo senti ancora ? “.
Temono il momento in cui ci si stanca di me persino più di quanto lo faccia io. D’ altra parte chi può biasimarli ? Poveracci, sono loro che mi hanno messa al mondo.
Se solo sapessero…
Quanto a Skellington ho preferito tenergli nascosta ogni cosa, anche se il fegato è messo a dura prova ogni volta che lo sento nominare.
”… E allora se ne va a Roma, giusto ? “
”Giusto “ gli faccio con disinvoltura, portando il tovagliolo alla bocca. Per poco non ci vomito dentro. Non ne avevo la più pallida idea: è da più di due mesi che non ho sue notizie, del resto ho giurato sull’ Onnipotente che non l’ avrei più cercato.
La Bruttacopia garantisce di non avere alcuna informazione a riguardo.
” Rompi il giuramento “ mi ha consigliato “ Dio capirà “.
E per dirgli cosa ?
Che dopo aver riscontrato una certa affinità elettiva con Antonio Rezza, mi sono follemente innamorata di lui?
Che vado a letto ogni sera con Harry (Potter, ovviamente) ?
Ogni volta che penso a Skellington, a come il mio corpo l’ ha sollecitato alla fuga mi ritornano in mente tutti gli episodi in cui il maghetto utilizza involontariamente i suoi poteri magici.
Abracadabra: ti trasformasti in una merdaccia. Tuttavia mi costrinsi ad andare avanti e a rammendare là dove avrei desiderato costruire, sopra ogni cosa. Poiché non devo compiangermii segnalerò di essere alle prese con il libro di Babsi Jones, che però trovo meno efficace del blog da cui è tratto. In generale si sta rivelando una costante : una pubblicazione cartacea è sempre meno riuscita del sito web da cui è tratta. Bisognerebbe sviluppare un editing specifico per questo tipo di testi, forse, più rispettosi della grafica web. E’ un filone di riflessione che secondo me va approfondito: il blook come anello di congiunzione tra il fiction e il non – fiction, - che è uno dei quesiti amletici di tutta la gente che scrive -.
Ecco, solo per farvi un esempio, miei e-lettori amatissimi delle questioni con cui mi diletto ad arrovellarmi nella speranza di staccarmi un po’ dai dolori della giovane - ancora ?! - Gloria e di concentrarmi sullo (scarso) talento che il Signore ha concesso a sempreinbilico.
Si canta pure( “ Questaaaaaaaa è una gocchaaaaa chevaporaaaaaa dasseeeee “ ): tutto fa brodo pur di darsi un tono. Voi potreste, per esempio, provare ad indovinare il titolo della canzone.
Memo ( una storia che miha raccontato il Piccolo Surrealista )
" Questo è il male che mi porto da trent' anni addosso
Fermo non so stare in nessun posto ".
Da Il ballo di San Vito, Vinicio Capossela
" No, io qui non ci resisto !" gridò Pasquale Tatà, contadino in Ortona ( Pescara ) prima di lanciarsi giù dal balcone. Correva l' anno milleottoccentoequalcosa. Quest' uomo, con la scusa di mantenere la famiglia, attraversò l' Oceano e migrò in America. Attraversò il continente in lungo e in largo, vivendo di espedienti: Quali non è dato sapere. Tuttavia ci piace immaginarcelo in una taverna di Città del Messico, con un sigaro in bocca, la mano destra stretta intorno a un bicchiere di rhum e la mancina protesa con noncuncuranza verso il fondoschiena di una bellezza indigena, perso nelle sue fantasticherie. Cosa sognava Pasquale Tatà ? Un mondo alla rovescia in cui la brezza agita le onde nel cielo e nuvole che galleggiano sul pelo dell' Oceano ?
Che cosa lo faceva fremere, e scalpitare in preda alla smania di andare ? Forse lo pungolava l' inquietudine di morire senza aver mai spiccato il volo fuori dalla gabbia.
Che cosa lo ha spinto a tornare ? S' aspettava una sposa sorridente e dei bambini adorabili. Forse si è ritrovato davanti una moglie ingrassata e rancorosa e dei mocciosi urlanti.
Converrete che esistono realtà troppo brutte per essere trasfigurate dai voli dell' immaginazione. L' unico volo possibile e fuori dalla finestra.
Ma Pasquale Tatà è diventato un simbolo, un surrealista ante litteram: un suo discendente racconta che le prime sillabe da lui pronunciate furono un omaggio al trisnonno, un balbettante, sorridente Ta - tà.
Gli ingredienti che andavano accumulandosi nel calderone erano parecchi. Pahola, che è da anni una sua fan me ne ha regalata una copia. Sapeva che ero curiosa. Del resto, sono alle prese con questa tesina sul fandom, e lui di fandom ne ha generato parecchio ( io avevo intenzione di farla sulla critica letteraria online, ma l' assistente della prof mi ha bocciato l' idea ). Aggiungeteci poi che per motivi accademici ultimamente mi sono imbatutta in numerosissime teorie sulla creazione di mondi.Senza contare che di questi tempi lui fa più social networking di un qualsiasi reality. Ci si è messa pure Marilù, che a lezione mentre la prof elencava una serie di possibili argomenti per un' " indagine cultorologica dei media " si è messa a elencarmene all' orecchio di improbabili: Lo sport in Harry Potter, il sesso in Harry Potter.
Ebbene sì, complice il fatto che ho dimenticato " Memorie di Adriano " da Aga ( la quale in questi giorni ha abbandonato il nostro gioso convitto e dopo aver fatto armi e bagagli se n' è andata dal suo ragazzo ) ho ripiegato sul primo volume della saga.
"Stelle cadenti in tutta la Gran Bretagna ? Gufi che volano di giorno ? Gente misteriosa che si aggira dappertutto avvolta in strani mantelli ? E quelle voci, quei bisbigli sui Potter... ".
Le trovate mirabolanti della Rowling ( per Natale vorrei anch' io una Ricordella ) stanno iniziando a intrigarmi. Finalmente l' incantesimo della leggerezza sembra stia funzionando.Ieri sono uscita a comprarmi il secondo volume. Oggi il terzo.Pensare che il mio primo approccio con il maghetto l' ho avuto anni fa imbattendomi per caso in una fanfiction erotica.