"Scusa ma cosa me ne frega a me di aver pubblicato un libro se Skellington manco mi risponde agli sms ?"

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-> Currently listening to: Nuovi orizzonti artificiali

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"Credevate che la tragedia fosse morta, eh ? Invece è ancora viva e vegeta. Mangia, dorme, ride, strepita e cammina. A fatica, ma cammina".

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ArancioGrafica o ArancioMacchia che dir si voglia per il template. Google per l'immagine. Splinder e Altervista per l'hosting.

mercoledì, ottobre 31, 2007, 19:30

" Pace non trovo e non ho da far guerra " 
Canzoniere, Francesco Petrarca

" Io sto bene / Io sto male / MA E' UNA FORMALITA' " 
Io sto bene, CCCP

Trascorriamo anni interi a canticchiare canzoni e citando poesie, convinti di averne compreso ogni risvolto dello spirito, quando improvvisamente il loro significato assume un rilievo nuovo. E' questo il caso di quando rassetti il letto o passi un filo di rossetto sulle labbra.Anche dopo che te ne sei andato mi sono imposta di non lasciarmi andare. E anche se è mostruosamente difficile continuo a truccarmi anche le mattine più vacue, quando il bagno è avvolto da una nebbiolina di umidità e indefferenza.
Skellington, ricordi quel periodo in cui passavi le ore a pontificare al telefono sostenendo che dovevo diventare il più possibile autonoma ?
La prima volta che mi sono riaffiorati alla memoria gli echi di questi discorsi mi trovavo in metro. Anzi no. In metrò.A Parigi.Da sola.Era un lunedì mattina e il Diavolo era andato per qualche ora all' università.
Ho passato la mattina a girovagare per Parigi E più mi imponevo di essere felice per l' Autonomia finalmente raggiunta più mi ritrovavo a singhiozzare disperatamente.
Certo, è indubbio che mi hai consigliato la cosa giusta, rendersi indipendenti, un saggio consiglio.
Me lo ripetevo anche quella sera della settimana scorsa, quando sono andata a trovare Marilù, mentre aspettavo che lei venisse a prendermi alla fermata.L' aria fredda sollevava i lembi del cappotto e avevo l' aria pensosa, una bella immagine. Credo che se fossi stato lì mi avresti scattato una foto.
Sì è proprio vero: hai passato anni esortandomi a fare esattamente quello di cui avevo bisogno.
Se invece che da Milano stessi scrivendo dagli spazi angusti del mio paesello adesso, proprio adesso starei soffrendo molto di più. D' altra parte se non mi fossi mossa da casa mi sarei mai innamorata di te ? C' è qualcosa in tutto quel rigoglio di di discorsi passati che - non focalizzo con chiarezza - ma fa comunque male, tanto male.
Non è stata amicizia la nostra. E' stato un addestramento. Mi hai spinta a compiere passi che tu per primo non avevi il coraggio di fare. E anche se si è trattato di un percorso doveroso, non ti sono grata per questo. Perchè nella smania di dirmi cosa dovevo fare, come sarebbe stato giusto che agissi tu non vedevi me, Gloria, ma una proiezione di te stesso.
Nei momenti in cui la rabbia diventa incontrollabile mi immagino di averti davanti e di scuoterti forte : " Come hai osato ? ".
Nel mio corpo tu ci hai identificato solo i tuoi timori.
Io ho camminato, sono andata e vado avanti.Addirittura,le ho superate, salvo che poi il tuo atteggiamento del kazzo ha sortito un effetto boomerang.
Tu ti sei limitato a dirigermi e a stare fermo. Con un' uscita di scena culminata in un ultimatum plateale: O come prima o niente.
Ma come posso amare qualcuno che è terorrizzato da me in maniera così evidente ?
Quando mi hai rimossa è stato come se una parte di me fosse morta. Suona drastico, ma è una descrive con precisione quanto provo.Chissà se fai ancora i confronti tra me e le altre ragazze...
Sembra più facile cancellare le cose dolorose e fingere che non siano mai esistite. Ora, è davvero così insignificante che la cosa in questione sia io ?
Ci sono piccoli gesti che possono modificare l' assetto delle situazioni.Come gli auguri di compleanno.
Non che avrebbe cambiato di molto la situazione se tu me li avessi fatti, intendiamoci. Se la mia conoscenza di te non mi inganna hai passato tutto il giorno a chiederti se sarebbe stato opportuno, un messaggio, una telefonata.
Ma temevi troppo una mia reazione inkazzosa o sarcastica e così hai preferito lasciar perdere.
O come prima ho niente.
Non può essere come prima.
E allora che il nulla sia.

Del resto dimenticare è quello che sto provando a fare anch' io.Non parlo quasi mai di te, nè al Diavolo, nè con Pahola. Però ogni volta che provo a farti assumere una consistenza onirica sparisce pure una parte di me. E mi metto a boccheggiare, mi manca quasi l' aria e mi trattengo per non mettermi a urlare nel centro di questa stanza vuota che io non sono l' incarnazione delle tue paure, del tipo " siamo tutti handicappati dentro ", che sì sei tu a rivelarti così, ma per quel che mi riguarda io lo sono fuori, soltanto fuori.
E sono tutti i pensieri trascritti in questo post che l' altra sera, mentre stringevo il collo della bottiglia di Bayle's e bevevo, sono scoppiata improvvisamente in lacrime. Proprio mente consideravo la giornata archiviata senza infamia e senza lode ho sentito la mancanza dei tuoi auguri con lo stesso sgomento di una bimba a cui non hanno fatto il regalo sputtanando in trenta secondi la divina indifferenza delle dodici ore precedenti. 

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lunedì, ottobre 29, 2007, 16:29

" Avevo conosciuto la rivoluzione che mi aveva fatto perdere una parte della mia famiglia... Ero sopravvissuta a una guerra che mi aveva allontanata dai miei genitori... E fu una banale storia d' amore a farmi quasi morire "(Marjane Satrapi)

E così tra una graphic novel e l' altra, contro ogni aspettativa, la vostra affezionatissima ha svoltato la boa dei 24.Tanti auguri a me, e qualcuno pure a lui perchè una delle cose di cui vado fiera è di essere nata nello stesso giorno di Rino Gaetano.

[sempreinbilico | # | commenti (4) | ]


sabato, ottobre 27, 2007, 13:42

Le Benevole, Jonathan Littell




E così sabato scorso giunsi in fondo alle 942 pagine del romanzo di Littel.
Ecco, a me in generale colpiscono molto i romanzi in cui il protagonista interpella direttamente il lettore.
A volte non si tratta che di un trucchetto rudimentale utilizzato da scrittori di opere mediocri ( tipo la mia) per aumentare il coinvolgimento in modo abbastanza spiccio, ma questo signore e signori è un romanzo raffinato, pure troppo.
La cosa che soprende, riflettendoci sopra un attimo è il massiccio lavoro di ricerca storica a cui dev' essersi sottoposto l' autore, che ricostruisce con precisione cinematografica l' ambiente militare tedesco degli anni quaranta, l' ideologia spesso controversa, le strategie di commbattimento e i contrasti nemmeno troppo sotterranei tra le SS e la Wehrmarcht.Voglio dire: è evidente che si è fatto un mazzo così a documentarsi e se aveva l' intenzione di produrre un caso letterario ci sarebbe riuscito anche con 1/4 delle energie che ci ha profuso: il lavoro a cui dev' essersi sottoposto per ricostruire le questione degli ebrei caucasici dev' essere stato mastodontico.
Se, come sostiene un mio docente - A volte la finzione serve per svelare l' essenza della realtà - il colloquio tra Max SS e il militante sovietico andrebbe inserito nei libri di storia: l' ho trovata illuminante.
Forse il finale è un po' deludente, troppo noir con una pallottola in testa a chi non ti aspetteresti, ma all' interno del romanzo oltre a un incipit folgorante e a delle riflessioni sul male così acute da tenerti sveglio la notte ci sono un paio di punti almeno, che mi hanno toccata sul personale.

" [ Thomas ] Al tempo stesso non aveva la minima immaginazione, e avevo sempre pensato, nonostante la sua capacità di  delineare un quadro complesso con pochi tratti, che sarebbe stato un pessimo romanziere: nei suoi ragionamenti e nei sue intuizioni, la sua stella polare rimaneva sempre l' interesse personale e se, attenendovisi, raramente si sbagliava, era però incapace di considerare altre motivazioni per le parole e le azioni degli uomini ". (Pag 668).

Mi è venuto in mente che io potrei sbagliarmi a vivere esattamente per il motivo opposto: do troppa importanza alle motivazioni delle ragioni altrui e faccio uno sforzo sovramano per rispettarle.
Difficilmente mi sono trovata a dire : " Skellington è uno stronzo ".
Invece sono scoppiata in una lacrimata isterica quando Marilù svitandomi la bottiglietta come le avevo chiesto si è ritrovata fradicia di Cocacola. Se me la fossi aperta da sola mi sarei infradiciata io, giustamente. E io piangevo perchè, anche presa da sola non è che una banalissima figura di merda come succedono a quintali, nello stato attuale mi ha ricordato le parole di Skellington : " Sarebbe troppo impegnativo stare con te, anche per come sei fisicamente...".
Se in un romanzo sono - anche - i molteplici punti di vista che lo rendono interessante e, al limite pure in un blog, inizio ad accorgermi che se passi la giornata ad anteporre le motivazioni dello stupido agire altrui alla propria tranquillità inevitabilmente il cervello va a puttane. E ti spingi perfino a formulare l' ipotesi che solo i nazisti abbiano avuto il coraggio di attuare il progetto T4, ma che tanta tanta gente in fondo pensi che sarebbe la cosa giusta da fare...
Questo per suggerire ai miei lettori più affezionati tra le righe di una recensione lo stato di prostrazione in cui mi succede di ritrovarmi a giorni alterni. Operazione consentita, autoreferenziale ma legittima, in fondo se come sostiene Coetzee :"Per quello che mi riguarda, direi che è sufficiente che i libri ci insegnino qualcosa su noi stessi".
Tornando al libro in alcune descrizioni degli atteggiamenti dei soldati e degli scenari di guerra ho avuto la fortissima impressione che Littel stesse parlando anche della guerre attualmente in corso. Più di una volta mi sono chiesta se non stesse raccontando dei marines in Iraq. E questo stile così nitido e crudo (sempra davvero di guardare un reportage) è in contrasto con lo stile decadente del protagonista Max Aue.
E secondo me è proprio nel mixaggio di riferimenti alla letteratura alta ( Flaubert e Proust su tutti ), incisività dello stile, e articolazione della trama in bilico tra classicismo e postmoderno in un equilibrio miracoloso che ha origine  una parte della  grandezza del romanzo. L' altra sta nel riuscire a fondere storia personale e Storia con la esse maiuscola. 
Ah, contrariamente a quanto riportato nei quarti di copertina Le Benevole non è un' esordio. Ho letto su L' Indice che Littel ha pubblicato in precedenza Bad Voltage un romanzo che viene definito  postpunk.
E pure io, in fondo ho esordito come postpunk. E si sa ,amici miei, che chi ben comincia...
( E da questa folgorante conclusione avrete arguito che qui per risollevare le proprie sorti si sta grattando il fondo della pentola, eh... ).

[sempreinbilico | # | commenti (1) | ]


sabato, ottobre 20, 2007, 13:02

"Marilù,guarda,un collega... "
" Madò Glò quanto sei cinica.Solo tu potresti soprannominare così gli handicappati che vedi per strada ".

E' un fenomeno curioso: non mi sembra di averne mai visti così tanti.
Amputati, gente sulla sedia a rotelle, emiplegici come me.
Quello delle priorità è un fenomeno cognitivo noto. Si presta più attenzione alle cose che ci interessano e che sentiamo riguardarci.
Fino a qualche mese fa non mi interessava particolarmente e non ci badavo troppo.
D' altra parte trovo che ci sia qualcosa di morboso che alimenta la curiosità che nutro verso i miei simili.
Come se attraverso un' attenta analisi del loro modo di muoversi io potessi cogliere esattattamente quello che del mio corpo spaventa i ragazzi.
Mi ripetono in continuazione di non farmi ossessionare da questo pensiero ma, credetemi, non è un kazzo facile.
Non si tratta nemmeno di una fissazione, di un pensiero costante. E' un pensiero che mi coglie nei momenti più improvvisi, mentre chiacchiero con qualcuno, a lezione, o mentre guardo un film e sullo schermo compaiono i corpi di attori sani.
E per quanta energia o volontà ci metta non sono in grado di controllare il flusso dei miei pensieri.
Come cercare di superare questa angoscia con le mie forze ?
Come provare a parlarne senza appesantire gli altri ?
Quando mi sentivo in questo modo anni fa chiedevo a Skellington di abbracciarmi. Era l' unica cosa che mi rassicurava davvero. Poi, a febbraio, mi ha rivelato che quegli abbracci chiamavano in causa la sua parte più finta. Da allora non ne ho più chiesti. A volte ne arrivano anche se ne avrei bisogno in dosi molto maggiori. Ma se estraessi la parte più finta di qualcun altro? Non sia mai. Tuttalpiù, mi faccio accendere una sigaretta

[sempreinbilico | # | commenti (3) | ]


mercoledì, ottobre 17, 2007, 10:51

L' ossessione dilaga nel centro della grande metropoli...

"Nella vetrina del negozio di animali c' è un coniglietto bellissimo, bianco con gli occhi azzurri... E' stupendo! Dai Glò, convinci tua madre, facciamo tutti la pet - terapy "
Sms ricevuto da:  Marilù
Il :16/10/2007
Alle:10:00


© Andy Riley

[sempreinbilico | # | commenti (3) | ]


sabato, ottobre 13, 2007, 14:51

Twitter mode

" Vedo gente... Faccio cose... ".
( Nanni Moretti )

Devo ammettere che sì, tornare a Milano mi è stato d' aiuto. Sono riprese le lezioni e ho un sacco di cose da fare. Per dimostrarlo ecco lo svolgimento  della settimana:

- Lunedì : Ricongiungimento con i compagni di corso e ripresa delle lezioni.
- Martedì: Seminario sulla colonna sonora. Proseguo la lettura di Le benevole di Littel malgrado richieda una competenza storica un po' più elevata della mia.Tuttavia in quelle pagine trovo alcune riflessioni sul male tra le più lucide e rigorose che abbia mai letto. Mi ripropongo di ripassare la II guerra mondiale.
- Mercoledì : D' accordo con la mia amica Vavi, la accompagno a trovare suo fratello musicista allo studio di registrazione dove sta incidendo il suo primo album con il gruppo. Mi innamoro all' instante delle Officine meccaniche e prendo contatti per propormi come stagista. Mi presentano il cantante degli Estra che riconosco al volo ( in fondo resto sempre un' indie girl), e pure quello dei Negramaro, che invece non riconosco affatto, malgrado abbia passato l' estate ascoltando ininterrottamente la loro Cade la pioggia, prima, durante e dopo gli attacchi di mal d' amore perchè ,cari miei, anche con il cuore spezzato non si vive di solo Tiziano Ferro.
La sera litigo con il Diavolo a causa della mia attuale sfiducia nei rapporti umani e nella mia capacità di relazionarmi agli altri.
- Giovedì : Lascio un messaggio sulla segreteria del Demonio e ci riappacifichiamo. Senso di fragilità. Lezioni. Cena con l' elitè dei miei compagni di corso a casa di Sodderoma. Contravvenendo alle regole della cartomanzia leggo i tarocchi un po' alticcia. Nessuno comunque se ne lamenta. Dormo da Vavi.
-Venerdì : Mi sveglio con la gola riarsa e a colazione mi attacco alla bottiglia dell' acqua esaurendo le scorte idriche della mia ospite. All' uscita della lezione perdo di vista i miei compagni di corso e nelle due ore successive vago inutilmente alla loro ricerca in compagnia di Marilù. Ne approfittiamo per aggiornarci reciprocamente, anche se non mancano momenti ti tensione analoghi a quello che avuto con Max.
Dopo quasi 24 ore di assenza finalmente rientro in convitto, ma prima di gettarmi sotto la doccia vengo colta da un' ondata di sconforto. Piango, è come se Skellington avesse vampirizzato la capacità di fidarmi delle persone che amo. Ripresami, dopo la doccia leggo " Fun home " di Alison Bechdel. Ne aprezzo lo stile insieme intimista e colto, identificandomi  con il racconto dei suoi disturbi ossessivo - compulsivi.
Timorosa della solitudine chiedo asilo politico e dormo in camera di Aga.

Tornare, dicevo, mi ha procurato un grande sollievo. Mi sono anche accorta però di essere più indietro di quanto credessi nel superamento della questione Skellington. Sono serena, ma senza l' entusiasmo che avevo un anno fa. E questo mi irrita e talvolta mi induce all' agressività verso gli altri.
Incrocio le dita e prego che questa opacità di fondo sia solo questione di tempo.


" Una corda troppo tesa si spezza. Allentata non produce alcun suono ".
(Precetto buddhista ).


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lunedì, ottobre 08, 2007, 18:33

Finalmente ieri sono tornata a Milano, per il mio ultimo primo giorno di scuola.
Contrariamente a quanto previsto NON ho a disposizione una connessione internet, da che ne consegue, miei amati e-lettori che i post della sottoscritta li leggerete in differita.
Oggi, oltre ad aver ricominciato i corsi, è pure l' anniversario della mia carriera da blogger: quattro anni fa ho iniziato a scrivere in rete.
Il blog l' avevo aperto un po' per sfogare la tensione dell' esame di cinema imminente. E anche un po' per alleviare la frustrazione provocata da Stefanodelkazzo. I miei lettori più datati se lo ricorderanno. Quella creatura di spiccata sensibilità, conosciuta online, si rifiutava di incontrarmi poichè lo inibiva sapere che non potevo andare in bicicletta. E lui preferiva immaginarmi mentre sfrecciavo su due ruote.
Il tandem, sosteneva, gli ricordava bambini mongoloidi al seguito dei genitori. Lui non ne sarebbe mai venuto a conoscenza ma il fato lo avrebbe presto accontentato, almeno in parte. L' intervento a cui mi sottoposi di lì a poco, infatti,se non mi arrecò giovamento, almeno mi sputtanò definitivamente le dita, impedendomi di tenere il manubrio,così che il suo desiderio venne esaudito almeno in parte. Addio tandem.
Dopo Stefanodelkazzo, come sapete sono arrivati gli amori veri. E i dolori autentici. L' Innominabile prima e Skellington poi. In seguito alla fuga di ognuno dei due, anche il mio blog ha cambiato configurazione. Un trasferimento di archivio dei post, oppure, come è successo questa cosa, un cambiamento di url. Il dominio " storico" saledalbuio.splinder.com mi manca davvero come se mi avessero sfrattata da un domicilio che sento mio.Un giorno svuoterò anche quell' archivio, ricomincerò a scrivere lì e sarà un po' come tornare a casa. A pensarci è strano come un' entità immateriale come unas pagin
a web possa assumere una profondità e una consistenza spaziale così marcata. Tutto il contrario di quello che sostengono gli appocalittici del web : ben lontano dall' alienarmi dal mondo reale è stato il fil rouge che più di una volta mi ha permesso di tenere insieme i pezzi.
Ci sono situazioni immodificabile, ma raccontarle ti permette di esercitare una qualche forma di controllo, un tentativo di significazione.
Non è detto che ci sia un lieto fine, ma hai la possibilità di raccontarlo. Di non farti travolgere, e se come dice Kieslowsky " L' ironia è la caratteristica che ci rendere essere umani degni di questo nome", di surfarci sopra, e ridere almeno un po'.
Senza contare che averne pubblicato qualche stralcio mi ha permesso di superare l' ansia da prestazione dell' opera prima che attanaglia ogni aspirante scrittore. Non tanto perchè abbia scritto un capolavoro, anzi da qui in poi la strada si fa tutta in salita.Però sapere di aver mosso un primo passo dà sicurezza.
Volevo scrivere una tenerissima ode  al medium blog e invece mi è venuta fuori quasi un' analisi sociologica.
In ogni caso
Tanti auguri blogghino mio ! 

[sempreinbilico | # | commenti (3) | ]


sabato, ottobre 06, 2007, 14:38

" La sai una cosa ? Quando due ometti, poco prima di sparire definitivamente, ti blandiscono entrambi  l' identico: - Io mi immagino continuamente che quando sarai una vera scrittrice verrò di nascosto alla presentazione dei tuoi libri - ti viene voglia di buttare le aspirazioni nel cesso, solo per fargli un dispetto. O almeno di aggiustare il tiro: scrivere sceneggiature di film porno ".

[sempreinbilico | # | commenti (2) | uncategorized - black notes]


giovedì, ottobre 04, 2007, 14:09

" Mamma, come regalo di laurea  vorrei tanto un Lori arcobaleno australiano "
" E che cos' è ? Un televisore ? "
" No mamma. Indaga... "

I membri della mia famiglia sono affetti da svariate vorme di allergia : agli acari, ai cani, ai gatti e forse anche alla bava delle lumache. Un pappagallo mi sembra un' ottima soluzione di compromesso.
Anche se alle penne io preferirei un morbido cucciolotto a quattro zampe.
Skellington questo lo sapeva bene.
Il giorno dopo essere venuto a casa mia quale strabiliante prodigio affabulatorio ti tira fuori ?
" Sai ? Penso che l' unica persona con la quale penso potrei andare a vivere... ".
" Ma se fino a ieri sostenevi che sarebbe stato catastrofico. No, guarda, stai tranquillo e non mettere mai in dubbio la mia amicizia e il mio affetto. Quando troverai una tipa di cui ti innamorerai veramente vedrai che il bisogno di lei sarà più forte dei tuoi dubbi. E ti renderà capace di gesti che avevi visto solo nei film ".
" Gloria, e se fossi tu ? ".
Non commenterò questa frase. Mi limiterò a dire che è stato uno dei momenti più belli della mia vita.  Nemmeno allora dissi nulla. Non me ne ha dato il tempo.
" Dai ci prendiamo un gatto. E pure un coniglietto nano ".
" E perchè non un cane ? ".
" Glò ! Adesso non esagerare... ".
Per un attimo mi sono vista lavorare al romanzo del millennio con un micione accoccolato sulle gambe mentre poco distante Skellington si guarda il dvd di " 2046 ".
Non era una visione idilliaca, hollywoodiana. Era concreta, quotidiana ma a suo modo molto dolce.
Poi le cose sono andate come sapete.
Però continuo a sognare un gattone sulle mie gambe. O almeno un simpatico pennuto a cui poter insegnare l' esclamazione : " Puttana la rana !" che accolga così i visitatori di casa mia. Tutti, tranne la mia amica Pahola: " Come ti permetti, ammasso di piume in technicolor ? "
Lei a una bestiola del genere gli tirerebbe il collo. E commestibile o no lo farebbe saltare in padella.
Al massimo per la specialistica mi regaleranno una coppia di esemplari dell' insetto stecco.

Soudtrack: L' animale, Franco Battiato.

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mercoledì, ottobre 03, 2007, 15:59

Per la cronaca, i sogni di stanotte si sono dimostrati abbastanza ordinari. Smanettavo sulla mia pagina Anobii per cercare di capire come rendere cliccabili i link nei commenti. Che vita onirica hi- tech, eh ?

Quanto al resto prosegue la lettura di " Quando Teresa si arrabbiò con Dio ", del già citato Jodo, che come stile è un curioso ibrido tra Cent' anni di solitudine e l' Alchimista, anche se di quest' ultimo, grazie a Dio, non ha la pesantezza prescrittriva, perchè si tratta sopratutto di una biografia familiare. Per i tarologi come me si rivela interessante perchè permette di penetrare meglio la concezione che Jodorowsky ha degli arcani.
E' un fenomeno curioso come i libri, anche quelli che non sono capolavori a volte ci parlino.
Ricordo che l' Innominabile spesso mi raccontava di come l' Alchimista gli avesse cambiato la vita. Era così assorto nella lettura che si era addirittura dimenticato di scendere alla sua fermata del treno. E avendo preso coraggio, all' insaputa della madre ( che quando lo scoprì lo riempì di schiaffi ) decise di cambiare scuola.
Ad aprire gli occhi al Demonio invece è stato Kundera.
Com' è noto alla qui digitante invece la vita l' ha non cambiata, ma addirittura salvata uno dei tre racconti di Ecstasy ( Quale ? Provate a indovinare. Secondo me la risposta è ovvia ma Skellington, per esempio ha sbagliato ).I romanzi, i libri, i racconti sono dotati di un loro proprio carattere, come le persone e proprio come non si può essere simpatici a chiunque, anche loro non possono essere simpatici a tutti, malgrado la qualità incontestabile di alcune opere.
Una volta ero molto più elitaria, di quello snobbismo underground proprio di quegli adolescenti che si autoproclamano alternativi. Adesso sono molto più moderata. Si vede che sto invecchiando.
Anche le kappa così presenti fino a poco tempo fa stanno scomparendo piano piano. Anche se il loro utilizzo era abbastanza programmatico: mi sembrava conferissero una certa durezza tagliente alle parole.
Poi mi sono innamorata di Skellington e la durezza tagliente era l' ultima cosa che volevo permeasse le mail che gli scrivevo. Quindi addio k. E anche ora che l' amore è passato non credo torneranno più.
Skazzi e kazzi a parte, ovviamente.
Ah, oggi finalmente è arrivato il contratto dell' opera prima. Mi spetta il 5% su ogni copia venduta, cosa che mi riempie di imbarazzo se penso a tutti i capolavori chiusi nel cassetto che esistono al mondo.

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martedì, ottobre 02, 2007, 17:03

Sogni
( Quando il nostro  inconscio si rivela più consapevole di noi ).


Da Artemidoro in poi i sogni sono importanti. Perchè ci parlano non solo di noi stessi, ma anche a noi stessi.
Questa premessa un po'  altisonanze e pretenziosa ( in realtà inutile ) per prendere alla larga il discorso.
La settimana scorsa ho fatto un sogno erotico, ecco.
Io lì a citare Battiato : " Emanciparmi dall' incubo delle passioni " e poi mi ritrovo a sognare un cunnilinguus.
E no, la lingua non era quella di Skellington.
Se vi state immaginando la qui digitante in preda a un orgasmo, vi sbagliate.
Non sento niente, non più di un paiolo per la polenta quando viene raschiato. Al mio risveglio rilevo con disappunto che all' origine del sogno stanno i discorsi sull' argomento  "uomini: apriamo un nuovo capitolo " che alcuni amici hanno iniziato cautamente a intavolare "... Perchè no. Non puoi passare tutta la vita nel ricordo di Skellington e di quell' altro ".
Ma sta di fatto che io Skellington l' ho sognato pure stanotte. Cercava di abbracciarmi e io lo allontanavo delicatamente, poi mentre camminavamo fianco a fianco si sporgeva verso di me e cercava di baciarmi la testa ma io mi scostavo di nuovo.
Ormai è più di un mese che non lo sento. Quando ci siamo visti mi ha detto che mi sognava spesso. Me ne ha pure raccontati
" Una volta ho sognato che uscivamo da una festa e ci sdraivamo su un prato. E tu parlavi in un tono tranquillo, pacato, ma come rassegnato e triste. Mi giravi le spalle e io stavo male perchè era come se mi avessi tagliato fuori ".
Quando qualche giorno dopo gli ho telefonato, con un tono rassicurante  e ironico che non so da dove ho tirato fuori  gli ingiungo : " Dai, almeno ricordati di com' ero bella quando ridevo ".
E lui come un cane bastonato guaisce : " Non sai quante volte ti ho sognata così ".

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lunedì, ottobre 01, 2007, 19:18

" Nella memoria tutto può diventare miracoloso. Non devi far altro che desiderarlo e il gelido inverno si muta in primavera, le stanze tristi si coprono di tappezzerie lussuose, gli assassini diventano buoni e i bambini che piangono di solitudine ricevono pietosi maestri che non sono altro che loro stessi tornati dall' età adulta verso i loro primi anni. Sì, figlia mia, il passato non è fisso è inalterabile. Con fede e volontà lo possiamo cambiare, non cancellando l' oscurità, ma aggiungendo luce, per abbellirlo sempre di più come chi taglia un diamante ". ( Alejandro Jodorowskj, Quando Teresa si arrabbiò con Dio, pag 58 ).

(Di) struggimento II


Non condivido questa citazione che ho trascritto.  Perchè suona sospettosamente prescrittriva. Come se fosse uscita dalla penna di Coelho. No, non è vero.
Per quanto mi riguarda ricordo ancora il modo convulso in cui stringevo la cornetta del telefono la notte tra il 9 e il 10 maggio. La mia mano era così sudata che il telefono sembrava scivolarmi via. Saranno state le due di notte ed ero al telefono con Skellington.
" Gloria, qualsiasi cosa io ti dicessi adesso la troveresti sbagliata ".
" Sì hai ragione ma per favore, dimmi che il mio braccio e la mia gamba non c' entrano niente con il fatto che non te la senti di stare con me, e se tu adesso mi dici questo io ti crederò... ".
"...".
" Ti prego ".
"... ".
Siamo abituati a usare l' espressione " pesante silenzio come una figura retorica qualsiasi. Eppure io vi garantisco che quella notte le mie spalle sono diventate un po' più curve: come se si fossero fatte carico della sua afasia.
Perchè in quel momento mi sono accorta di desiderare un no, un no a cui credere con tutte le mie forze. E mi sono odiata, per questo come poche volte della mia vita. Nel profondo del mio animo rivelavo un atteggiamento assai poco nietzschiano. Da un accorato " Ti prego " passai dunque a un " Capisco " liscio e austero come un armatura. E l' unica, inutile, consolazione che ho potuto rivendicare ogni volta che ho ripensato a quella notte è stata che non mi ha sentito piangere.
Su un piatto della bilancia stava tutta la fiducia che nutrivo verso di lui, che evaporava velocemente  in un' invisibile nebbia. Poggiato sull' altro stava tutta la pesante consapevolezza del capire dura e schiacciante come un macigno.
Studiassi alchimia per anni,  riuscirei a trasformare questa pietra in oro ?
La risposta è boh.

Non leggeva.
Ascoltava Luca Carboni.
Scriveva " fa una visita medica " invece di " si sottopone a ".
Ignorava l' esistenza di Amanda Lear.
Nell' acqua della pasta lui metteva " una manata di sale ".
Aveva un sacco di paranoie sul suo corpo. Pure più di me.
Non sapeva vestirsi.
( Non nel senso che era impedito ma non avendo stile sosteneva di essere superiore ).
E neppure accorgersi quando qualcuna si metteva in tiro per lui.
Vi giuro che io gli volevo bene.
Mi manca molto.

[sempreinbilico | # | commenti (5) | ]