" Allora piaciuta Trieste ? "
" Quando sei partita ? "
" Quando sei tornata ? "
" Bella città, non è vero ? "
Allora, si impone una precisazione doverosa: a Trieste non ci sono poi andata, causa virus intestinale che tra tutte le possibili vittime ( perchè vomito e diarrea non se li è beccati Skellington ? ) ha colpito proprio il Diavolo, che avrebbe dovuto ospitarmi. Ah, mondo crudele. Avesse posticipato le sue crisi esistenziali di un paio di mesi, almeno io e quel tacchino saremmo andati in vacanza da qualche parte. Non so se lui ci va comunque. Non so con chi e non mi interessa ( mentre digitavo quest' ultima frase il mio naso allungandosi ha sfondato la parete). Hodgkin ha i suoi kazzi ( o meglio, le sue fighe ) per la testa e non mi risponde su Messenger. Il Demonio dice che quando tornerà a casa, verso la metà di agosto, ci divertiremo un sacco. Chissà se riuscirò ad andare a vedere i Verdena, l' 11 ? Mi sembra alquanto improbabile che un' anima nobile si presti ad accompagnarmi. Tuttavia la speranza è l' ultima a morire e qui, dove la parola divertimento presenta una curiosa assonanza con miraggio noi attendiamo fiduciosi.
«Crede che Paride avrebbe rapito Elena se fosse stata zoppa, oppure che, se lui fosse stato tanto cieco, Menelao non avrebbe detto "Che liberazione!" e lasciato Troia intatta ? Pensi a Calipso. Se l' avesse colpita una malattia come la mia, di certo Odisseo, invece di lasciarsi trattenere si sarebbe messo subito ai remi. O immagini quanti dolori sarebbero stati risparmiati a due famiglie se Romeo avesse visto Giulietta che si trascinava sul balcone con il sostegno ortopedico che faceva clic clic clic. Gli storpi non funzionano in una storia romantica ». ( Da Solomon Gursky è stato qui, Adelphi, pagg 429-430 ).
Mordecai Richler ogni giorno di più si rivela un sublime genio del sarcasmo. Lo sposerei, non fosse già morto.
"...Dove vai quando poi resti sola ? " Io vorrei, non vorrei...,Lucio Battisti
Ieri sera le tendenze masochiste hanno raggiunto l' apice. Sono a sentire un gruppo di vecchie glorie ( "rockstar 'de na 'olta" si è osservato al vederli salire sul palco) che suonava le cover di L. B. con una coppia di amici fidanzati. Mai più per i prossimi mille anni.
Oggi si gronda cinismo e si sputa sarcasmo.
Si smentisce il post di ieri e ci si toglie qualche sassolino...
Al telefono Skellington: -Sai,mi sono accorto che come sei fisicamente è un problema e che una relazione con te è una cosa che non saprei gestire... -.
Io: - Ah -
Skellington: - ... - Tace ( probabilmente si aspetta che lo ringrazi per la sincerità). Poi aggiunge : - E' bellissimo parlare con te. Ma non saprei come gestire una relazione - .
Io: - Capisco. Se è quello che senti hai fatto bene a dirmelo -.
Indietro non si torna. Ma se si tornasse indietro ecco a voi cosa direi
Skellington : -Sai, mi sono accorto che come sei fisicamente è un problema -.
Io [ ridendo istericamente ] : - Maddavvero ? Tesoro, lo sai che ti dico ? Per me è divertente. Che dico divertente ? Esilarante.E' fantastico chiedere alla prima persona che incontro in corridoio di allacciarmi le scarpe, o di tagliarmi la carne nel piatto se siamo a tavola. Un insostituibile momento di socialità. Vogliamo parlare di me e di te ? Di quando vorrei gettarti le braccia al collo e devo accontentarmi di stringerti con una mano sola, quando le altre ragazze ne usavano due ? Di quando devo chiederti di appoggiarmi al tuo braccio per fare le scale invece di camminare mano nella mano ? Ma cosa vai blaterando ? Per me come sono fisicamente non è un problema. Stronzo-.
Non è un problema. Era una difficoltà che l' ammirevole sincerità di cui hai dato prova ha trasformato in un incubo a occhi aperti.
«Glò, è un suo problema se non ce la fa ad accettare come sei fisicamente. Non colpevolizzarti» Ah, perchè c' è qualcuno che ce la fa ?
«Crescerà ». ... Maturare. Ma dico io, siamo uomini o meloni ?
Potrei concudere con una bella rima, ma ci arriverete da soli.
Sono tre settimane -dico tre settimane- che non finisco di un libro. Non succedeva dai tempi dell' asilo.
( " E tu vorresti fare la scrittrice ragazza mia ? Quando non riesci a smetterti di fissarti l' ombelico perchè il tuo ometto si è dato alla fuga ? Non riesci a vedere nient' altro ? Guarda che Goethe mentre scriveva il giovane Werthe frequentava i bordelli di mezza Germania. Non riesci proprio a guardare al di là della tua insignificantissima vita ? Vergona!... E datti alla dattilografia!" ). Solomon Gursky è stato qui giace abbandonato a pagina centoequalcosa.Ieri ho sotratto alla Bruttacopia uno dei suoi manga per scoprire che a leggere le pagine al contrario mi si impallano gli occhi. Le giornate si trascinano come è evidente nella vacuità assoluta inframmezzate da occasionali attacchi di nostalgia e da una colonna sonora straziante.
" Take me out tonight
Oh take me anywhere, I don't care
Just driving in your car
I never never want to go home
Because I haven't got one
I haven't got one ".
Morrisey dunque, in questa valle di lacrime dove nessuno ci ama e ci protegge, è l' unico che ci capisce e ci conforta. E di questo noi gliene siamo infinitamente grati.
Sono tre settimane che non finisco un libro, e che non eche non esco, e che non parlo.
Non buttiamoci giù ( che si sfonda il pavimento ).
Comunque fade retro l' accusa di crogiolarmi nel dolore come sostiene qualcuno. Sto scrivendo un racconto a quattro mani ( " No, due mani. Una io e una te " ) con Beerman. Ieri ho letto una recensione che definisce il ( malgrado l' abuso di kappa ) addirittura un esordio folgorante.
Le kappa adesso stanno scomparendo. Resistono in scurrilità e turpiloqui. Scrivere kazzo con la c non sarà mai la stessa cosa. D' altra parte si cresce. Si invecchia. Ci si rassegna ?
Tutte le volte che un qualche ometto sparisce, io mi imbatto nello sfogo di qualche mia collega quarantenne. Avvertimento ? Presagio ? Premonizione ?
Stavolta è il turno di una certa Irene Marazzi che ha scritto una lettera per la rubrica di posta che Mina tiene sull' ultima pagina di Vanity Fair.
Irene ( che nel caso finisse su questo blog, abbraccio e ringrazio ) ha scritto una replica a una lettera di un giovane padre, pubblicata qualche mese fa il quale si augurava che il proprio pargoletto disabile togliesse presto il disturbo e passasse a miglior vita.
Io mi sono imbattuta in quella lettera per puro caso. Quando sto a Milano ho l' occasione di sfogliare Vanity fair perchè la mia amica Marilù ne è un' assidua lettrice.Ovviamente la sottoscritta, altrimenti nota come missnobbismo intellettuale, non compra quel genere di riviste. Al massimo arriva a sfogliare Il venerdì. Vf io leggevo da Marilù aspettando che cominciasse il telefilm del venerdì sera.Per noi era l' evento televisivo della settimana . Io quel genitore l' ho odiato perchè mi ha rovinato la puntata di di Ugly Betty.Stronzo. Sniff.Il ragazzo che amo è appena sparito squittendo che il mio corpo per lui è un problema. Ci mancava solo il tuo sfogo patetico e appicicaticcio. Fortunatamente la sopracitata Irene Marazzi gli ha risposto comme il faut facendo notare a papà Leonardo come " Non riesca a prendere in considerazione neppure per un attimo il dolore del suo bambino, che lo veda solo come l' oggetto del suo disagio. Siamo io e suo figlio a essere spastici, non lui meglio ricordarglielo ". Parole sante: esattamente quelle che ho detto a Marilù commentando l' articolo.
Questa Irene ha esattamente il doppio dei miei anni. La sua lettera me l' ha mostrata per caso un' amica di mia madre. 'Sta povera donna proprio come me ha litigato per anni con i suoi ( " Ho contestato la mia famiglia " ), si è fatta il culo quadrato (" il mio caratteraccio mi ha consentito di frequentare un prestigioso liceo classico pubblico, di laurearmi con laude in giurisprudenza, di andare a vivere con i suoi ). Si è imposta sulla vita. Tuttavia qualche riga sotto si legge " Certo, neppure l' amore della mia famiglia mi ha evitato discriminazioni feroci nel mondo del lavoro, e peggio, l ' esclusione di una vita sentimentale normale, di un compagno...". E' questo quello che mi aspetta?
" Posso dire una cosa ? "
" Spara "
" Ho un po' paura... "
" Nella vita si soffre solo per amore. Il resto sono preoccupazioni ".
Giorgio Gaber
Questa sacrosantissima verità l' ho letta ieri sull' inserto di Repubblica. Sono anni che vado sostenendo questa tesi. Nelle prossime settimane potrebbe diventare l' aforisma da tatuarsi sul culo.
... E se non ci credete metto su un lato della bilancia la mia cartella clinica, dal parto prematuro in poi. Sull' altro il mio cuore, ahimè, spezzato. Indovinate da che parte pende la bilancia ?
Certo detto da Gaber, il concetto assume tutta un' altra auctoritas. E soffriamo dunque, nell' attesa di qualche dolorosissssssssssima seduta di fisioterapia che ci distragga un po' dal disamore e dal caldo che ci stanno sciogliendo.
"Ti prego taci e volgi gli occhi fin la.
E resta con me a guardare.
Preferisco così
e non mi chiedere.
a cosa penso è inutile "
Marlene kuntz
Alla fine, c' era da aspettarselo, l' ho chiamato. Mi ha risposto sua madre.
" Pronto. Posso parlare con Skellington ? "
" Un attimo, te lo passo".
" Ciao ".
"Ciao ".
"..."
"... ".
Siamo capaci di sostenere silenzi insospettabilmente lunghi, noi.
" Glò, io non so cosa dire".
" Nemmeno io. Ti va di ascoltare un po' di musica con me? ".
Ho messo su un brano strumentale, Caramelpop dei Verdena. Cos' è che ci attrae verso gli altri ? Cosa ci allontana da loro ? Fissavo le dita dei piedi, le rotule che sporgevano dalla vestaglia leggera. Non ho niente da comunicargli, nessun pensiero da trasmettergli oralmente. E neanche lui a me.
" Ho immaginato tantissime volte che saresti venuta sotto casa mia".
" Puoi giurarci che lo farò ".
Ignoro il quando, il come e pure il perchè di una cosa del genere ma è l' unico obiettivo che mi sono prefissata a breve termine. Non ho intenzione nè di piangere, nè di riprendermelo nè di insultarlo. Non lo toccherò e lui non toccherà me. Non mi fido delle sue mani. Non dirò una parola, io non credo a quello che dice, la sua fuga da cerbiatto pavido ha smentito sistematicamente le sue parole. Ha agito esattamente come l' Innominabile a suo tempo. Si sono dati reciprocamente del coglione, hanno convenuto che il mio corpo non era un problema insormontabile per poi sparire con impressionante simmetria. Come due scoiattoli migratori.
L' Innominabile l' ho cercato ogni giorno per mesi. Gli ho inviato sms ogni giorno. Ho chiuso il blog. L' ho chiamato piangendo. Non l' ho più rivisto.
Alla scomparsa di Skellington non ho opposto resistenza. Sulle labbra mi è comparsa appena una smorfia di doloroso stupore. Lo rivedrò.
E lui mi vedrà, almeno una volta: la prima e l' ultima.
Sto ascoltando Annarella, a occhi socchiusi, in preda alla nostalgia. Il momento è catartico. " Sì ne verrò fuori " penso. Ho fatto un rapido calcolo e sono circa otto anni che lo ripeto quando la sento: la ascoltavo al ginnasio mentre andavo a scuola, quando il compito in classe la prima ora e per non arrivare in ritardo prendevo l' autubus delle 6:20.
Poi quacosa interviene riportandomi bruscamente alla realtà . La santa sorella irrompe e commenta : "... Ma che bravi! Chi sono questi ? I Beehive ? "
Avete mai celebrato il funerale di una SIM card ?
A dire il vero nemmeno io. Quando me la sono ritrovata sul palmo mi sono diventati gli occhi lucidi. Per un attimo. E' stato al telefono che gli ho detto: " Sparire è l' unico modo che ho per dimostrarti che ti amo ". Un raro momento di tenerezza nel sarcasmo imperante. E lui : " Mi lasci libero ? No, non voglio ti prego resta ".
E io sono rimasta. A quale prezzo ?
Ai tre euro al mese di una promozione telefonica. Fino a quando non se ne è andato lui. E intanto la mia vecchia SIM wind dorme il sonno dei giusti.
Mia sorella, quando l' ha vista, lì nel faldone di plastica ha subito avvicinato il becco. Le brillavano gli occhi alla donna - avvoltoio.
" Scusa, non è che posso prenderla io ? ". Appollaiata lì a fissare il mio cellulare non si trattiene. Sono le piccole soddisfazioni che ci permettono di andare avanti e riempiono la vita : beato chi se le può permettere. " Fai un po' come ti pare. Guarda che è vuota... "
Avete mai recitato una preghiera per la SIM tolta dal cellulare ?
Signore, fa chè tutte le parole
che sono passate lì dentro
non siano state gettate al vento
ma che nel Paradiso delle Sim abbandonate
abbiano trovato la pace
Amen
No, non so se lo avete mai fatto. Ma di sicuro cinque euro per un nuovo numero di cellulare li avete spesi tutti.
Sountrack: Mandami un messaggio,Timoria.
Aprire i blog paralleli,di nascosto, è imbarazzante. Sembra di avere qualcosa da nascondere. Che ho da nascondere? Che fingo di essere forte, anche se in realtà la rabbia, l' amarezza, la delusione verso Skellington non sono ancora passate. Piovono consigli e commenti sull' accaduto.
«Dimenticalo».
«Restate amici».
«Apprezza la sua sincerità».
«... E' un coglione».
«Non gli piacevi e basta, non abbastanza almeno».
«...E' immaturo e deve crescere».
«Affrontalo».
«Ognuno per la sua strada».
«Non era la persona per te».
«Non farne un dramma».
«Ti capisco. Per motivi diversi ma è successo anche a me».
«Distraiti».
«...Non so cosa dirti».
Si scappa per diecimila motivi : paura, non amore, non abbastanza amore...
Le ragioni altrui non consolano. Sapere che si fugge anche dagli altri non mi consola che Skellington è sparito "... Perchè tu Gloria, saresti troppo impegnativa ".
Non credo sia possibile dimenticare. Due anni fa quando è sparito l' Innominabile non ho scritto una riga per mesi perchè non volevo ricordi quando il dolore sarebbe passato. E perchè le parole non si erano rivelate un risarcimento sufficente per le mie braccia mute. Ma Skellington è stato un' altra storia, una non - storia diversa, che affronterò in modo diverso. Fatico molto a scrivere, come a fare qualsiasi cosa. Non ci saranno belle frasi che chi legge si trascriverà da qualche parte, al contrario. Ci saranno frasi stentate, ripetizioni, anacoluti e un' ortografia imbarazzante. Ma non soccombere si sta rivelando più importante di saper scrivere. Se a qualcuno non piacciono le premesse vi ricordo che per uscire basta un click.