"Scusa ma cosa me ne frega a me di aver pubblicato un libro se Skellington manco mi risponde agli sms ?"

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ArancioGrafica o ArancioMacchia che dir si voglia per il template. Google per l'immagine. Splinder e Altervista per l'hosting.

sabato, gennaio 19, 2008, 11:40

Per la gioia di nullafacenti, amici e voyeurs ho riaperto le danze:

www.darsipace.splinder.com

[sempreinbilico | # | commenti (2) | ]


sabato, dicembre 29, 2007, 13:56

"Guarda che Albus Silente era un emissario di Lord Vordemort“
“NON TI PERMETTERE SAI? Al massimo è il tuo scroto che è un emissario di Colui che non può essere nominato “.

Questo affettuoso scambio di battute si è verificato tra me e Sir Francis, altrimenti noto su questi schermi come il ragazzo di Marilù. Solo che il giovane s’ è risentito un poco risentito riguardo l’ indeterminatezza della propria caratterizzazione e mi dispiaceva lasciarlo così, poco più che un’ appendice della cara, vecchia Marylou, con la quale, tra l’ altro non condivide, stolto babbano, la passione per il maghetto di Hogwarts.

Tuttavia spesso si lancia in  genealogie così esilaranti che ci spingono all’ indulgenza: Gandalf e Silente sono gemelli separati alla nascita da un maestro Jedi, che li affidò in seguito a due diversi gruppi scout. Sono anche cugini di Merlino e, a suo dire, più alla lontana sono imparentati pure con Panoramix.

Quanto alla conclusione della saga di Harry Potter non ha dubbi riguardo agli accadimenti narrati nel settimo volume: Hermione Granger sposerà Ridge Forrester e darà vita a una linea di vestiti destinata all’ anatomopatologia , risollevando così le sorti della celebre azienda americana.

Per quando a Harry e Ron, i due fuggiranno in Olanda convolando finalmente a nozze in quel di Amsterdam. Non ho osato chiedere di Ginny. Probabilmente mi avrebbe rivelato che sarebbe stata uccisa dai due nel corso di inenarrabili pratiche sessuali durante la registrazione di uno snuff movie.

Queste poche righe demenziali, per emancipare Francis dal ruolo riduttivo di fidanzato, che è sempre del resto periglioso e mutevole. Due parole vanno spese pure per ringraziare un’ altra persona di cui non si è mai fatta parola ma che ha lanciato un’ occhiata agli abissi dell’ animo umano sporgendosi un poco dai suoi vertiginosi tacchi a spillo: Miss Al Ward. Ovvero, un ibrido tra Puffetta e Paris Hilton, con in più un talento notevole per le traduzioni dal greco e l’ ambizione di della sceneggiatura che tiene accuratamente nascosta sotto la sua leggendaria passione per lo shopping. A lei, a Sir Francis e ai soliti noti vanno i miei ringraziamenti per essermi stati vicini in questo altalenante semestre. Di tutti quanti conservo il ricordo di almeno una risata fatta insieme anche all’ apice della tempesta. Grazie di esserci stati. Vi voglio bene. Evanesco.

 [ Ah, secondo me Harry Potter è un Horcrux ].

Soundtrack: Lieve, Marlene Kuntz.

[sempreinbilico | # | commenti (11) | ]


venerdì, dicembre 28, 2007, 11:37

( Post del 22/12/2007  versione egocentrica )

"È perché siamo intrappolati nella nostra cultura, nel fatto che siamo esseri umani su questo pianeta con i cervelli che abbiamo, e due braccia e due gambe come tutti. Siamo così intrappolati che qualsiasi via d'uscita riusciamo a immaginare è solo un'altra parte della trappola. Qualsiasi cosa vogliamo, siamo ammaestrati a volerla "
. Da Invisible monsters, Chuck Palahniuk.

I lettori amano Chuck perchè lo trovano estremo, a me invece piace perchè mi suona quotidiano e familiare. Fa rientrare dalla finestra quello che il clima postmoderno sbatte fuori dalla porta: la costrizione, la malattia, il dolore fisico. Ce la spiegato pure un professore durante l' ultima lezione del corso. Quello che non ha chiarito è cosa accade se sei tu stesso che devi fare i conti con quella costrizione, con quella malattia, con quel dolore. Poi si è messo a parlare della letteratura, del cinema e delle migliori serie tv come soglia liminale per la negoziazione del dolore. Mentre prendevo appunti annuivo e non credo che i miei compagni abbiano compreso le ragioni del mio entusiasmo. Beh, le capiranno mettendo gli occhi su questo post.
A Chuck gli avrei spaccato la testa, amici.
Per quanto la storia fosse potente e colpi di scena in equilibrio sul filo che corre tra il ridicolo e geneniale.  Ma la storia di staddeficiente che decide di spararsi in faccia per deturparsi e cercare di costruire un rapporto autentico con le cose inizialmente mi ha fatto girare i koglioni ( sì amici proprio con la k ).
Shannon McFarland incarna il prototipo della donna postmoderna, la donna dalle mille potenzialità e di nessuna volontà che percepisce al 100% il vuoto che ha dentro e per riempirlo tenta una strada estrema. Salvo poi accorgersi che non era così divertente come pensava. Mi è spiaciuto che fosse viva solo nella carta. Altrimenti l' avrei presa a ceffoni e scaricato su di lei tutta la rabbia che non è giusto scaricare addosso agli altri come mi si ripete di continuo. Nel frattempo su di me si accumulano chili di stress: il mio paragone non vuole essere blasfemo, solo pregnante, sia chiaro. La Madonna addolorata piange lacrime di sangue. Gloria tormentata  perde gocce di latte dal seno sinistro. Me ne sono accorta una decina di giorni fa sotto la doccia.
" Merda! " ho pensato " Ci mancava solo il cancro al seno. Ironia della sorte visto che Skellington non ha mai nemmeno pensato di infilarmi le mani sotto la maglietta. Ma a qualcosa i miei seni dovevano servire. E a cosa se non a un tumore ? ". Marilù ha telefonato a sua madre, che grazie a Dio è ginecologa. Ha diagnosticato un' infezuione oppure un' alterazione degli ormoni provocata dallo stress. Stamattina l' ecografia del mio medico ha confermato la seconda ipotesi. Palahniuk  in Invisible monster parla delle tre sorelle Rhea: Die Rhea, Pie Rhea, Gon Rhea. Si è dimenticato di citare la quarta Galato Rhea che è venuta a trovare me.

Ripostato lo scritto, una volta espunti riferimenti ad altri, prendo atto che il nervosismo e l' angoscia che ho tenuto sottocontrollo più o meno efficacemente negli ultimi sei mesi stanno prendendo il sopravvendo. E non voglio coivolgere nessuno in questo. Scrivere sta diventando un' attività troppo faticosa,e a volte mi succede di tradurre in parole che suonano rancorose lo smarrimento che provo.
E' bene che chiuda il blog, almeno per un po'. Ma prima, amici ed e- lettori, aspettatevi un ultimo, mirabolante post.

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mercoledì, dicembre 26, 2007, 15:09

" Perchè non chiami i tuoi amici ha non senti da un po' ? Skellington, per esempio... " ( mio padre, due minuti fa)

Le feste passeranno presto. Si tratta di tenere duro e sottopportare gli amici a cui non va di spendere soldi/energia/tempo per il Capodanno e si lamentano con me: che probabilmente il trentuno dicembre sarò a letto, fradicia di alcool per cercare di non pensare a niente, in particolare alla festa a cui andranno i miei amici a cui non posso aggregarmi perchè c' è pure lui. Presagendo la  tempesta che si abbatte sulle mie festività solitarie i parenti mi hanno regalato una bottiglia di  Absinthe Tunel  e una seduta da due ore di massaggio ayurvedico: puta caso mi aiuti a darmi una calmata.
Nel frattempo, poichè abbiamo imparato ad essere operose e energiche malgrado le batoste della vita  ho preso ulteriori contatti per lo stage. Può addirittura darsi che mi vediate all' Alcatraz oppure a Rocktv.E' quello che ho sempre, kazzo sempre sognato di fare. Non butterò via l' occasione: passerà il periodo di merda e io raccoglierò i frutti della mia fatica. Lo dice pure l' oroscopo di Astra, che di solito ci azzecca. L' anno scorso ricordo che aveva previsto una gigantesca delusione sentimentale. Io, stolta incredula ho bellamente ignorato i consigli delle stelle e mi sono impegolata nel melodramma che ben conoscete.
Capite bene che quando mio padre è entrato in casa con la preziosa rivista sotto braccio l' ho aperta con un po' di apprensione perchè, lo sanno tutti, al peggio non c' è mai fine.
Ma a pagina 68 sotto il logo dello Scorpione campeggiava un clamoroso: Trionfi a tutto campo non ce n' è una che non ve ne andrà bene.
"  Suona l' ora della riscossa per la stragrande maggioranza di voi: Giove in sestile annuncia molteplici fortune, sopratutto finanziare, Saturno promette ottima salute, eccellenti prospettive di carriera, una rinnovata stabilità lavorativa. Lo storico sestile di Plutone, governatore del vostro segno, vi farà più seducenti che mai e anche Urano in trigono porta ottime news amorose. Brindate subito !"
Non ho la più pallida idea di cosa sia un trigono ho un sestile ma mi pare di intuire che gli astri non preannunciano i disastri che si sono verificati nel 2007. Un autentico sollievo.Precisamente come osservava il Passeggere delle Operette Morali nel suo dialogo con il venditore di almanacchi: "Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?" (G. Leopardi, 1832).

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lunedì, dicembre 24, 2007, 10:29

[sempreinbilico | # | commenti (3) | uncategorized - black notes]


domenica, dicembre 23, 2007, 16:15

" Solo gli estremi, il punk, il metal sono facili da distinguere, ragazzi. Il resto no.Chi è più pop e chi è più rock ?  Chi è più blues e chi è più jazz ? " Il prof C. G., durante la lezione.

Scorrendo gli archivi del blog a ritroso, fino ad arrivare al duemilaquattro si può notare come io abbia progressivamente espanso i miei orizzonti musicali dal punk più intransigente al pop più commerciale. Giovedì sera sono andata al concetto dei Negramaro, con il latte che scoggiolava dal seno sinistro e un fibroadenoma in agguato sotto quello destro (il dottore quando l' ha scoperto ,ieri, ha detto di non preoccuparmi ma ha precisato che lo vuole ricontrollare tra un mese). Ecco, in tutto questo turbinio psicofisico me ne sono andata a sentire il gruppo vincitore del Felstivalbar, se non altro per sentire Cade la pioggia live  e farmi diventare gli occhi lucidi davanti a quel mandrillo del cantante che ho scoperto essere un mandrillo: qualche tempo fa ha chiesto il numero a una nostra conoscente, mia e di Pahola. Avevo bisogno di impulsi immediati, di leggerezza, di distrazione.
E poichè sono sì stronzetta e ipocondriaca,  ma non ingrata ti mando Pahola, un grazie grande le mie ghiandole in subbuglio.

[sempreinbilico | # | commenti (2) | ]


sabato, dicembre 15, 2007, 14:44

Misero, che godi ?

Caro Torquato,
fossi brava a sedurre come lo sono a spiegare la Gerusalemme liberata, non c’ è dubbio sarei la nuova Angelina Jolie. Ci sono due espressioni di Skellington che non dimenticherò mai: una è quella spaventata e stanca dell’ ultima volta che l’ ho visto ma l’ altra, la seconda è quella di meraviglia e stupore che ho visto espandersi sul suo volto quando sono riuscita a fargli afferrare la tua poetica. Eravamo seduti sui divanetti rossi del bar, appena dopo pranzo. Lui aveva la testa appoggiata a un braccio, diceva che il poema lo annoiava. Io gesticolavo con la solita enfasi: quando gli ho spiegato il tormento esistenziale ma anche erotico che scorre sotterraneo in alcuni canti, con il poema alla mano, a momenti cadeva giù dalla sedia. Ha commentato dicendo che gli ho aperto un mondo, e mi ha guardata. Non per sminuire la tua opera ma credo che in quel momento davanti ai suoi occhi non siano scorse solo le immagini di cavalli, campi di battaglia e guerrieri insanguinati. Mi è sembrato che per un attimo avesse visto me. E non nella veste di maestrina dalla penna rossa, ti assicuro. In ogni caso le cose sono andate com’ è noto che sono andate e la vita continua un po’ come la tua, sospesa tra il desiderio di approvazione da parte di chi ci circonda e la volontà di autoaffermazione. E’ difficile mantenere una tensione proficua tra questi due poli. A volte rischia di degenerare in sforzi immani che degenerano nella catastrofe un po’ come la tua divorante ansia di perfezione ha fatto degenerare l’ edizione della Gerusalemma liberata del 1581 nella conquistata del 1585. Si fa del proprio meglio al fine di non tracimare, cerco di non isolarmi e di non farmi prendere troppo la mano dall’ aggressività. Ma se capita, qualche volta, ci provo ad avere fiducia nel fatto che gli altri non mi etichettino come l’ errore umano.
A lezione, qualche settimana fa ci hanno rispiegato la struttura narrativa di un film. Sotto certi aspetti, l’ evoluzione dei personaggi non si discosta troppo da quella di un Rinaldo, di un Tancredi o di un Goffredo. Solo che il professore ce l’ ha esposta in modo così schematico da apparire quasi buffo. All’ interno di un processo articolato in dieci fasi il protagonista attraversa due scontri significativi con i propri limiti di cui uno si colloca alla fase sette, con esito negativo e una profonda entrata in crisi. Ecco, io mi trovo esattamente lì: ho dato il massimo, ho lavorato molto su me stessa, non ho ripetuto le stesse ingenuità che ho commesso ai tempi dell’ Innominabile. Eppure Skellington è sparito pure lui. E adesso è crisi nera, il punto dieci, dove il protagonista supera davvero i suoi limiti non riesco nemmeno a immaginarmelo. Perché dipende anche dalla reazione di un ipotetico *altro* che sono troppo stanca per immaginare. Mi ripetono spesso che Skellington non è il mondo, e hanno ragione. Ma quanto vorrei che lo fosse. Del mondo, se è il caso, uno se ne sbatte. Si tratta solo di facce indistinte. Ma di qualcuno che hai amato no, è impossibile fregarsene, sul serio, intendo. E’ ovvio che a esclamare : “ Non me ne frega un kazzo di X!” non ci vuole niente. Un altro ragionamento inoppugnabile, beninteso, che mi sento ripetere spesso da più parti è che va bene Skellington non se l’ è sentita di affrontare una storia con me per la mia malattia e questo l’ ha mandato in crisi, però non è che l’ ho deciso io di essere così quindi non posso sentirmi responsabile se lui sta male.
” Non puoi farti carico di tutti i mali del mondo “.
Ho preso il suggerimento alla lettera ho ricominciato a bere Cocacola ormai da qualche mese. Addirittura sono andata da Mc Donald’s anche se ad ogni morso di hamburger sento schiantarsi al suolo gli alberi della foresta amazzonica.
Con affetto,

[sempreinbilico | # | commenti (3) | ]


martedì, dicembre 11, 2007, 16:13

Fa freddo a Milano in questi giorni, malgrado il cielo sia limpido e terso. La sobrietà non è mai stato il mio forte quindi mi aggiro per il centro con un cappotto viola bordato di pelliccia dello stesso colore. Come se non bastasse ho appuntato lì sopra la spilla con il logo Order of phoenix: rossa.
Sarà per questo che il commesso alla Feltrinelli oggi mi fissava con aria stupita. Ci sono altre librerie più vicine dove andare, ma io previdente avevo accumulato un po’ di punti con la Cartapiù da spendere per Natale. Ben quindici euro di sconto, amici. Mi dirigo dunque alla cassa, con un paio di libri e il dvd di Elephant man sottobraccio, gongolante. ” Uso lo sconto della tessera!” annuncio appoggiando il malloppo sul nastro davanti alla cassa. E ovviamente estraggo la tessera. Ma il commesso mi fissa, evidentemente non mi ha sentita. Mi osserva come se fossi sul punto di esplodere, quasi temesse che il braccio mi si staccasse. Poi rapido mi consegna lo scontrino: trentasette euro. La tessera non l’ ha nemmeno toccata. Continua a guardarmi infilare i libri in borsa mentre faccio un rapido calcolo e mi rendo conto che non ha scalato i punti quindi niente sconto. “…Merda!” sibilo silenziosamente, ma non ho il coraggio di farglielo notare. Per una sorta di contagio emotivo il suo disagio si è trasmesso a me. Esco dalla Feltrinelli, più rapidamente possibile, quasi saettando e appena in tempo a salire sul tram. Probabilmente quello che percepisco come un incedere agile e disinvolto appare a chi mi guarda come un barcollare instabile. Devo dare l’ impressione di una tracimazione imminente. Ma sono constatazioni distaccate le mie, lucide e fredde come l’ atmosfera di questa mattina. Con mia grande sorpresa mi accorgo di non avere lacrime incombenti. Mi limito a constatare che il filo che separa la consapevolezza dall’ ossessione è sottile. Mantenersi in piedi richiede un’ abilità da acrobata comprovato. Ho perso l’ equilibrio ogni giorno negli ultimi mesi: inadeguata, stupida,sbagliata. Ma stavolta no. Incrocio le dita e mi auguro che sia un segnale di ripresa. Forse per scaramanzia sarebbe stato opportuno non riportare l’ accaduto. Che si tratti di influenza metereopatica ? A volte il sole che splende fuori riesce ad aprire un varco e a far luce dentro di noi mentre  la brezza invernale che si insinua sotto i vestiti ci protegge dall’ eventualità di disseccarci e tramutarci in terra bruciat e /o in merda secca. Come preferite.

Soundtrack: Aurora, Marlene Kuntz

[sempreinbilico | # | commenti (1) | ]


venerdì, dicembre 07, 2007, 14:13

...Faccio la spesa,
faccio pena,
faccio la tesi su Grey's Anatomy.

Non si esce immuni dal tormentone Frangetta. E' stato scritto pure un libro.

E mentre la sottoscritta trascorreva le sue giornate tra la sociologia più becera e la psicanalisi spicciola qualcuno. grazie al Cielo, si occupava di un progetto produttivo. Beermen e il Piccolo surrealista qualche mese fa ci dissero, a noi compagni di corso. di aver trovato il tanto agognato stage formativo, tre mesi full time. Da allora sparirono dalla nostra vita universitaria. Era straniante seguire i corsi senza i quotidiani riferimenti a Breton del PS o gli illuminanti giudizi di Beerman sulle espressioni della cultura contemporanea ( sintetizzabili, generalmente, nell' espressione: " Fa veramente cagare"). Di tanto in tanto li si vedeva spuntare di straforo a qualche lezione, trafelati e pallidi. Dicevano di essere impegnati in interminabili ricerche bibliografiche e interviste agli scrittori. Addirittura scoprimmo che il Piccolo Surrealista, suo malgrado stava imparando ad usare il pc. Qualche giorno fa Beerman si avvicina sornione annunciando che il sito che hanno contribuito a realizzare è finalmente online: Booksweb.tv. Enjoy.

[sempreinbilico | # | commenti (9) | ]


domenica, dicembre 02, 2007, 13:25

Cara Shonda,
l' abbozzo della missiva l' avevo indirizzato a Dio. Mi sembrava giusto: in fondo l' Onnipotente è una delle parti chiamate in causa " Giuro su Dio che non chiamerò mai più Skellington ". Tuttavia anche Grey's anatomy ha svolto la sua parte  nella nostra non - storia quindi mi permetto di rivolgermi a te.
L' ultima puntata della serie l' anno trasmessa giovedì. Nel complesso, la terza serie mi è sembrata meno appagante delle altre. Forse è il contesto: l' inverno scorso, all' epoca della seconda serie ero alle prese con Skellington. Con tutti i bassi, ma anche gli alti di questo tipo di situazione. Un venerdì sera ero in camera di Marilù a guardare un episodio. La trasmissione si interrompe per la pubblicità e squilla il mio cellulare. Era Skellington : " Ciao, sono appena rientrato. Mi sono messo a cenare  davanti alla tv, così alla prima interruzione potevo chiamarti. A te Grey' s non te lo deve toccare nessuno ". E gli rideva la voce.
Beh, poi c' è stato quell' altro venerdì che abbiamo accennato ai miei problemi di salute e così finiti gli spot non sono tornata a vedere il seguito della puntata. Marilù mi ha trovata in camera mia che sbattevo la testa contro il muro.
Invece la messa in onda della terza serie non è stata disturbata da telefonate di nessun tipo.
A essere sincera qualche settimana fa ho telefonato a una sua amica. Avevo bisogno di sapere come stava Skellington.
" Se non sei più innamorata di lui dovresti cercarlo, mettere da parte l' orgoglio e cercare di tornare sua amica "mi fa l' interlocutrice in buona fede.  "Skellington si sente una merda, ha i suoi problemi con le donne e si vergogna come un cane perchè si è fatto spaventare dalla tua malattia. Lui non si è rendeva conto del male che ti stava facendo. Devi capirlo ".
Sì , cara Mrs Rhimes, con il senno di poi non avrei dovuto chiamare.
" Dalle tue parole sembra che tu dia per scontato che le persone normali siano automaticamente più felici di te. Tu lo hai mandato in crisi, e se stai soffrendo mi dispiace ma stai passando esattamente quello che hai fatto passare a lui ".
A quanto pare con il mio amore l' ho distrutto.
 Talvolta vengo sopraffatta dalle crisi di pianto. Pure nel corso di una lezione. Spero che la prof non mi abbia notato. Potrebbe pensare che la Scuola di Birmingham ha sulla mia psiche effetti devastanti. Magari per questo mi abbasserà il voto all' esame. Non sia mai.
Mi domando spesso se sia giusto parlare di quello che mi sta succendendo. Del dolore, del dubbio di essere intrinsecamente sbagliata. A volte mi aiuta a circoscrivere la sofferenza, ma è giusto coinvolgere chi mi circonda, e mostrargli anche solo di riflesso un dolore così lancinante ?
Grey's Anatomy mi parla anche di questo. Di come elaborare certi traumi e non sentirsi troppo merda se capita di scoppiare a piangere  - di punto in bianco, davanti alla fermata dell' autobus - sulla spalla del ragazzo di Marilù.
Un nostro professore a lezione parla cita sempre Grey' s anatomy quanto a lezione si parla di fiction, sa ?
Giovedì scorso ha focalizzato il discorso su come i casi medici di ogni puntata corrispondano agli ostacoli emotivi con cui gli specializzandi. Ecco, vede, cara Shonda, a volte io trovo un' ulteriore livello di corrispondenza tra i pazienti, i medici, e la fase che sto attraversando che riesce a farmi sentire capita anche più di quanto riesce Antonio Rezza.

"Cerciamo di convincerci che è meglio non sognare affatto. ma con tutta la nostra forza, con tutta la nostra determinazione, ci aggrappiamo al sogno. O ci troviamo difronte ad un sogno nuovo che non avevamo considerato ci svegliamo per ritrovarci... contro tutte le previsioni... speranzosi. E se siamo fortunati, capiamo... A dispetto di tutto, A dispetto della vita... che che il vero sogno... è essere capaci di sognare" (Da Grey's Anatomy 3x23).

Il mio prof, sempre nella solita lezione di giovedì ci ha spiegato che elaborare qualcosa che ci è accaduto significa raccontarsela.Ecco Shonda, io volevo solo ringraziarla. perchè bene non ho ancora sentito nessun altro raccontarmela bene come riesce a fare lei.

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